progettoghiaia

comunicare, nani, ballerine e pornostar

Progetto Ghiaia Esiste

Utente: progettoghiaia
Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana

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ma non dite che non vi avevamo avvertiti

 
 
mercoledì, 24 giugno 2009
Rimpianti e rimorsi

C'era questo mio amico che si chiamava Samuel Clemens (ma tutti lo chiamavano in un altro modo che non vi sto a dire perché non è essenziale ai fini del racconto) che sosteneva che tra vent'anni sarò più deluso da quello che non ho fatto, rispetto a quello che ho fatto.
Per questo il mio maggior proposito da qui a vent'anni è quello di dedicare l'intera mia esistenza a cose che mi deluderanno più di quelle che non farò...
Può sembrare contorto, ma alla luce di questa riflessione l'esistere acquista significato!
E ora lasciatemi in pace devo dedicarmi a cose deludenti!

Postato da: progettoghiaia a giugno 24, 2009 16:13 | link | commenti (4) |

giovedì, 11 giugno 2009
Vocabolario di Ghiaia: iperonimi

Oggi ho imparato una nuova parola: Iperonimo
Ma ho già dimenticato cosa vuol dire, quindi potrei dirvi qualunque cosa senza sentirmi in colpa e voi non potreste farci proprio nulla, perché secondo me voi non lo sapete cosa vuol dire Iperonimo.
Allora iperonimo è quando uno...
Ah no, ho sbagliato, magari vi collegate a wikipedia e lo sapete pure voi cosa vuol dire iperonimo e mi fate fare una figuraccia.
Allora che volete da me? Andatevelo a guardare su wikipedia. Io tanto lo so, e mica ve lo vengo a dire a voi, che manco vi ho mai visto in faccia!
Che poi abbiamo mai mangiato insieme io e voi? No! Ecco, e non pensate che sarebbe il caso di rimediare?
Vabbè è tardi raccolgo gli ultimi iperonimi sparsi qua e là e me ne vado a casa.
Ciao!

Postato da: progettoghiaia a giugno 11, 2009 17:34 | link | commenti (6) |
vocabolario di ghiaia

venerdì, 29 maggio 2009
L'uomo frittella

In moto.
Fermo al semaforo.
Passa un uomo che sa di frittella.
Vorrei azzannarlo.
Verde.
Lui corre.
Lo perdo di vista.
Riparto affamato!

Postato da: progettoghiaia a maggio 29, 2009 11:39 | link | commenti (3) |

venerdì, 22 maggio 2009
Ricordi

Qualche tempo fa ho trovato una foto. Una foto di cui avevo dimenticato l'esistenza. Era una foto un po' sbiadita, ma non tanto da suscitare nostalgia. Ritraeva la mia classe in seconda media, forse la terza, non ricordo. Una serie di facce di cui avevo dimenticato i lineamenti, e di qualcuno anche il nome. Era una foto che ci ritraeva tutti insieme, contro le mura megalitiche di una paese di cui non ricordo il nome. Eravamo ad un camposcuola, in seconda o terza media, non ricordo. Con noi era venuta un'altra classe di un'altra scuola, di un'altra zona della Capital city, non chiedetemi di dove, perchè l'ho completamente rimosso. Di loro mi ero quasi completamente dimenticato. Ho provato a riconoscere sulla foto un po' sbiadita er nocchia e Ugo, che erano gli unici di cui avevo un vago ricordo. Nulla, non sono risucito ad individuarli con precisione. Alla fine ero indeciso tra quattro o cinque. Ho lasciato perdere. Sul retro una serie di firme scolorite che non sono riuscito a decifrare siglavano dediche che facevano riferimento ed allusioni a eventi di quei giorni, completamente dimenticati.
Una frase in calce rappresentava perfettamente il senso di questa foto un po' sbiadita.
Diceva: "Tre giorni che non dimenticheremo mai..." Già!

Postato da: progettoghiaia a maggio 22, 2009 10:24 | link | commenti (5) |

martedì, 19 maggio 2009
Recensioni di Ghiaia: Angeli contro Demoni

Allora inizio questa recenzione dicendo che io il film Angeli contro demoni nun l'ho visto. Cioè che mica so scemo che dopo che so annato a guardà quella boiata dei Codice di Leonardi da vinci ce torno pure a daje i sordi a Tommenx. Infatti me so annato a vedè Uolverinn che è quell'omone pelosone colle basette fighe e che gli escono gli artigli di ferro dalle nocchie. Comunque, invece, a vedere Angeli contro demoni c'è andato mi fratello e me l'ha raccontato, e quindi eccove qui la recenzione.
In pratica c'è na setta de scenziati che vogliono ammazzare i papi e infatti uno lo ammazzano e poi bho, penso che ammazzano pure l'altri, però ora che ci penso i papi so uno solo... Quindi me sa che quando ammazzano er papa è già la fine der film e no all'inizio sennò finiva subbito er film no? Comunque vabbè c'è sta setta e in mezzo ce sta pure Galileo, perchè visto che ner primo firm c'era stato Leonardo evidentemente tipo i figli di Galileo hanno protestato e allora ci hanno messo pure lui in mezzo. Poi non è che mio fratello me l'ha raccontato proprio bene, in partica sti galilei so scenziati e dicono "Ao! Noi ammazzamo i papi perchè semo scenziati!" e allora Tommenx dice "Seee... Voi nun potete ammazzà i papi (che poi er papa è uno solo, ma vallo a spiegà all'amerciani ste cose decchiesa!), mo me pìo la lancia delta e me scorrazzo un po' pe Roma con Pierfrancescofavino e vi faccio er culo a strisce!". Insomma tutto così. Però poi credo che vince Tommenx. Comunque per me non c'è proprio storia. Cioè se tipo i demoni s'incacchiano e je parte la brocca e vogliono corcà debbotte agli angeli, non c'è proprio stopria! Quelli arrivano là in paradiso tutti coi forconi e coi bastoni e le corna e le fiamme e trovano tutti sti femminellii colle sottanine... Sai lebbotte!!! Maddai che firm è... Vabbè...

Voto: una sola palla, anche se null'hovvisto! Una palla sulla fiducia ecco!

Postato da: progettoghiaia a maggio 19, 2009 14:06 | link | commenti (4) |
recensioni di ghiaia

lunedì, 18 maggio 2009
Quando uno torna

Quando uno torna, tipo si immagina, nell'ascensore, che apre la porta e tutta la gente che sta in casa sua gli dice quando lui entra a casa: "che bello che sei tornato, facciamo festa che sei tornato!" e invece poi l'ascensore si apre e lui suona il campanello e non gli apre nessuno e poi si accorge che ha dimenticato le chiavi e allora si mette a sedere sugli scalini del pianerottolo e si addormenta. E tipo tardissimo, a mezzanotte e oppure all'una, rientra qualcuno e gli dice "Ah sei tornato!" E lui fa "Sì nell'ascensore mi immaginavo che... ma lasciamo perdere!"
Ecco a volte succede così, ma a volte no. A volte si usano i congiuntivi, ma a volte no. Ad esempio il mio amico Faina un anno era andato a Crema, che noi tutti pensavamo che era una città immaginaria, invece lui c'era andato ad abitare veramente e dopo un anno era tornato, ed era tornato quando noi stavamo giocando a calcetto e lui si è avvicinato e ha detto "Ciao ragazzi sono tornato da Crema!" e noi "Ciaò Faì!" e abbiamo continuato a giocare.
A volte i tempi dei verbi, tipo nei post che uno scrive sul suo blog, si possono mettere un po' a stracazzo no?
Bentornati

Postato da: progettoghiaia a maggio 18, 2009 12:12 | link | commenti (10) |

giovedì, 26 marzo 2009
Cattivo marketing

Ieri, in moto, ho all'improvviso sentito odore di pop corn. Di quel pop corn grasso di burro, che scoppietta dalla macchina del pop corn all'ingresso del cinema Tristar, quello triste, con l'omino che prima ti vende i biglietti, poi ti da il pop corn e poi ti strappa i biglietti che un attimo prima ti ha venduto e ti fa entrare. Ecco quel pop corn lì. Quell'odore lì. Allora ho cercato di fare mente locale e chiedermi se magari avevo con me del pop corn del cinema Tristar, oppure se qualcuno accanto a me stesse trasportando del pop corn del cinema Tristar, oppure se magari, per caso dico, stessi passando proprio nelle vicinanze del cinema Tristar. E invece nulla! Non avevo pop corn, non c'erano persone con secchielli di pop corn accanto alla mia moto, nè ero minimamente vicino al cinema Tristar.
Ecco! Una storia inconcludente, un mucchio di parole che non dice proprio niente. Ora che l'avete letta non siete nè appagati, nè soddisfatti, non so proprio perchè l'abbiate letta, a dire la verità non so dire nemmeno perchè io l'abbia scritta. Mi rendo conto che non è stata una buona azione di marketing. Uffa!

Postato da: progettoghiaia a marzo 26, 2009 12:31 | link | commenti (11) |

venerdì, 27 febbraio 2009
Infanzia di ghiaia

Sono assolutamente convinto dell'imprescindibile importanza del ruolo degli anziani nella società. I nonni sono un importantissimo sostegno alle famiglie anche se io i miei nonni non è che me li sono goduti molto.
Su quattro, quando ero piccolo io, due se ne erano già andati e gli altri due erano molto in là con gli anni e già malati, però sono stati molto importanti lo stesso.
Ad esempio di mio nonno ho questo ricordo indelebile: eravamo a pranzo insieme, lui, la mia famiglia e quella di un mio zio coi figli. Mio cugino aveva da poco compiuto gli anni e allora durante il pranzo ci stava illustrando i doni che aveva ricevuto:
"Un maglione, un giocattolo, un libro, una scatola di colori e... Un sapone con una corda..." (era per la doccia N.d.PG)
Mio nonno che fino a quel momento aveva taciuto chiese attenzione e presa la parola disse:
"Nel far west quando ti regalavano una corda con un sapone era segno che ti volevano impiccare!"
Ecco, quando penso a mio nonno io me lo ricordo così.

Postato da: progettoghiaia a febbraio 27, 2009 09:05 | link | commenti (11) |

giovedì, 12 febbraio 2009
Di quando mi guadagnavo il pane feat. Compagni di ghiaia: Jumanji

Quando ancora mi guadagnavo il pane lavorando seriamente, e non come oggi che scrivo minchiate su questo blog e google mi da mille euro per ogni commento che voi lasciate, quando mi guadagnavo il pane veramente insomma, facendo l'infissarolo, il mio collega preferito e Jumanji. Jumanji si chiamava con un nome rumeno che assomigliava abbastanza poco a Jumanji e che io non ricordo, ma il buon Ingegner Melenzana, di cui ho già parlato in altri momenti ed in altri luoghi, lo aveva soprannominato Jumanji per non fare la fatica di imparare un nome rumeno.
Jumanji era molto simpatico e in Romania faceva il veterinario e non l'infissarolo, e mi insegnava un sacco di cose sull'accoppiamento dei cani e dei cavalli e mi educeva sulle misure del pene dei vari vertebrati. Tuttavia nonostante la sua simpatia Jumanji non parlava molto bene l'Italiano ed ogni tanto chiedeva aiuto a noi colleghi chiedendo il significato di qualche parola che non capiva.
Una volta Jumanji sentì alla radio una canzone che faceva così: "Se fai l'amore come cammini..." Gli piacque così tanto che prese a cantarla sempre: in macchina, al lavoro, in officina, a pranzo, sempre! Poi un giorno chiese all'ingegner Melanzana:
"Ignegnè, scusa ma che vuol dì cammini?"
" Cammini?" Fece il Melanzana serio "I cammini so i commignoli, quelli sui tetti che c'esce er fumo!"
"Ah!" fece Jumanji un po' perplesso.
Non ebbi il coraggio di rivelargli la verità ed ancora oggi mi dolgo quando penso al povero Jumanji che canta "Se fai l'amore come cammini..." e si immagina la sua donna travestita da comignolo...

Postato da: progettoghiaia a febbraio 12, 2009 17:43 | link | commenti (7) |
compagni di ghiaia, di quando mi guadagnavo il pane

giovedì, 05 febbraio 2009
Sveglie

Ci sono sveglie e sveglie. Per carità non voglio certo dire che le sveglie siano tutte uguali. Lungi da me questa possibilità. Ad esempio stamattina mi sono svegliato alle cinque perché ho sentito suonare il campanello di casa. Inutile dire che mi sono cacato un po' sotto. Primo perché era già successo qualche tempo fa, secondo perché stavo a dormì e mi sono svegliato di soprassalto agitato, presagendo il peggio.
Mi sono alzato infreddolito e ho guardato dallo spioncino della porta. Niente, non c'era nessuno!
Mi sono rimesso a dormire e, nel dormiveglia, riecco il campanello. Cavolo!
Ho cercato qualche cosa di duro e pesante, tipo le mazze da baseball che i padri di famiglia dei film americani tirano fuori in questi momenti per difendere la loro proprietà e i loro affetti, ma a casa mia le mazze da baseball non è che abbondino.
Allora ho preso la scopa, come faceva la mia mamma quando mi voleva dare una lezione, in quel periodo dell'adolescenza in cui ero troppo grande per soffrire dei suoi scullaccioni, ma ancora abbastanza piccolo da poter essere malmenato con una scopa.
Insomma prendo sta scopa e guardo dallo spioncino. Niente, non c'è proprio nessuno.
Mi preoccupo davvero. E mi metto a letto di nuovo con gli occhi sbarrati e la scopa accanto...
Poi scopro la verità.
E la scopro nel coinquilino pugliese.
Quel campanello che mi destava, destandomi preoccupazione, altro non era che il suo terribile squillante russare.
E c'aveva pure la porta chiusa...
Si insomma le sveglie non sono tutte uguali, ci sono sveglie e sveglie... Questo volevo dire.

Postato da: progettoghiaia a febbraio 05, 2009 13:57 | link | commenti (7) |

martedì, 03 febbraio 2009
Compagni di Ghiaia: Ianna

Andrea Ianna fu il mio migliore amico per un paio di anni. Dalla quinta alla seconda media. Stavamo sempre insieme. A scuola insieme, tutti i pomeriggi insieme, tutte le sere insieme. A Ianna i ragazzacci più grandi lo chiamavano anche Telefunken, perché aveva una capoccia catodica, lui si arrabbiava e loro lo picchiavano, e io guardavo attento il tutto, studiando le dinamiche sociali.
In seconda media, tornato dalle vacanze esitve, narrando le mie gesta eroiche raccontai a Ianna che avevo inziato a fumare e che, insieme ad altri amici, ci eravamo fumati un pacchetto intero di marlboro. "Si si - fece serio Ianna - anche io ho iniziato a fumare, con Carletto, ci siamo comprati due pacchetti di camel" (lui doveva sempre superarmi).
Stemmo in silenzio per qualche secondo poi io gli chiesi: "Davvero?" e lui "No!" "Manco io!" feci sincero.
Allora andammo dal tabaccaio e cominciammo a fumare.
Nella vita occorre essere risoluti cribbio!


N.B. come dice ottimamente la saggia Kai: un'amicizia in fumo....
BELLISSIMO COMMENTO! BELLISSIMO, CAVOLO! DAVVERO BELLISSIMO!

Postato da: progettoghiaia a febbraio 03, 2009 11:12 | link | commenti (12) |
compagni di ghiaia

lunedì, 26 gennaio 2009
Invettiva!

Cielo ci sono delle cose che proprio non riesco ad afferrare.
Cavolo mi manda in bestia!
Ci sono delle cose, che, per quanto io mi sforzi non riesco ad afferrare minimamente.
Lo so che ci vorrebbe comprensione, riflessione, tolleranza, rispetto delle altrui convinzioni, ma determinate cose non le afferro proprio.
E non è che non ci abbia provato eh!
A volte mi metto lì e mi sforzo, con tutto me stesso. Ma nulla. Non le afferro. Non ce la faccio.
Maledetti ripiani alti!

Postato da: progettoghiaia a gennaio 26, 2009 11:29 | link | commenti (7) |

venerdì, 23 gennaio 2009
Sulle feste, le attrici, i fisici, i barbapapà e ancora i fisici

Di quella festa ho già parlato in altri tempi e in altri luoghi, ma non ho detto che alla festa ad un certo punto arrivò un'attrice, un'attrice di arte drammatica. Aveva un nome strano tipo Candida, o Bianca, non ricordo, e lei ci tenne a sottolineare che era un nome d'arte. Esordì parlando della sua bravura nel fare i dolci ed uno dei presenti tentò subito di intortarla fingendosi interessato e chiedendole quale fosse il suo cavallo di battaglia.
Lei stette zitta diversi secondi poi snocciolò alcuni nomi di dolci francesi e tedeschi che nessuno conosceva. Per fortuna quella conversazione si spense all'instante, seguita immediatamente da un'altra sulla conciliazione dei tempi professionali e familiari per un'attrice. Ci raccontò la sua struggente storia d'amore con un ragazzo bello e gentile, ma che, ahimè, non vaceva il produttore, e che quindi lei aveva dovuto lasciare per mettersi alla ricerca del produttore della sua vita.
Per fortuna l'alcol e l'abuso delle noccioline fecero intervenire l'astrofisico logorroico a cavarci d'impaccio che spostò l'argomento sui barbapapà. Ce ne spiegò la genealogia, il nesso semiotico inespresso (mha?) e il messaggio rivoluzionario. Poi sparò la bomba!
"Perchè lo sapete che i Barbapapà nascono dalla terra no? Sono come i tuberi!"
A quelle parole l'attice si sciolse come neve al sole... "Oh Tuberi...!" Sospirò vagheggiante.
S'innamorò del fisico, poi corse in cucina e pianse perchè non era un produttore cinematografico.
E vi giuro che non mi sono inventato manco mezza virgola di questa storia. Ve lo giuro!

Postato da: progettoghiaia a gennaio 23, 2009 08:47 | link | commenti (6) |

mercoledì, 21 gennaio 2009
Alla riunione

Oggi sono stato ad una riunione. Una riunione di quelle cazzute. Mica di quelle che fate voi, normali, dove la gente dice quello che deve dire e fa fare a gli altri quello che dovrebbe fare lei. No. La riunione a cui sono stato oggi era una riunione cazzuta, piena di personaggi cazzuti con maglioncini a collo alto e vistosi occhiali rettangolari di plastica colorata. In questa riunione cazzuta tutti succhiavano le stanghette dei loro occhiali di plastica colorata, colorata con tonalità sgargianti.
In questa riunione cazzuta a cui ho assistito oggi tutti parlavano delle "sêdie". Le sêdie, con una esse sola e la E chiusa chiusa. La ê appunto. "Ci sono abbastanza sêdie?" "Passami una sêdia!" "Magari abbiamo bisogno di qualche sêdia in più!" "Per cortesia vai a prendere un'altra sêdia nella stanza di là?"
E non è che fossero tutti milanesi è che erano proprio cazzuti.
Quelle persone cazzute venivano da tutta Italia e da Roma e da Bari, ed anche quelli di Roma e di Bari, anche loro chiedevano di passargli una sêdia.
Ad un certo punto, giusto per entrare nello spirito della conversazione e per non starmene troppo in disparte, visto che mi ero preso l'acqua apposta per partecipare a questa cazzuta riunione, mi sono alzato e ho detto: "Se volete qui ci sono dellessedie libbere!". Tutti si sono voltati e si sono messi a succhiare le staghette dei loro occhiali sgargianti, pensierosi.
Poi il mio capo, un po' imbarzzato, ha detto. "Si si, ci sono ancora sêdie qui giù!" E tutto è tornato normale.
Che riunione cazzuta quella di oggi.

Postato da: progettoghiaia a gennaio 21, 2009 18:51 | link | commenti (5) |

martedì, 20 gennaio 2009
Parola di Jim Morrison

Questa è un po' vecchia, ma non tanto da risalire a quando facevo il liceo. Perché nel qual caso la avrei scritta sul diario e attribuita a Jim Morrisn per fare il figo con le ragazze. Con scarsi risultati, per altro.
Oggi il diario non l'ho più, ma la voglio lo stesso scrivere qui. Se vi fa piacere potete credere che l'abbia scritta Jim Morrison... o almeno pensata tiè!

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo.
La domanda era:
"Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".

Gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità;
Gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti;
Gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo;
I cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione;
Il governo italiano sta ancora discutendo su cosa possa significare l'avverbio onestamente.

(Jim Morrison o qualunque altra persona mi permetta di fare il figo con le ragazze!)

Postato da: progettoghiaia a gennaio 20, 2009 14:59 | link | commenti (7) |

lunedì, 19 gennaio 2009
Letragiche visioni

Ieri sera ero partito con piglio convinto per vedermi finalmente una puntata intera della nuova serie del dottor House.
Eppure, vuoi o non vuoi, saranno stati i bagordi del fine settimana, sarà stato il tepore dei miei termosifoni finalmente accesi, saranno stati il divano Ektorp e la copertina... Insomma mi sono addormentato davanti agli spassosi ed irresistibili filmati di paperissima sprint e mi sono svegliato con Wilson che aveva una scatola in mano e si stava licenziando e diceva al dottor House che loro due non erano più amici, anzi non lo erano mai stati e tutta una serie di altre cattiverie gratuite. Povero Dottor House!
Ho rosicato. Ho spento e sono andato a dormire.
Un riassuntino breve? Please!

Postato da: progettoghiaia a gennaio 19, 2009 08:32 | link | commenti (6) |

mercoledì, 14 gennaio 2009
Vota la photo

Questa foto qui l'ha fatta il mio amico Darrol che oltre ad avere il nome di battesimo più figo del mondo (darrol appunto) è anche un fotografo dilettante che va a Venezia per uicchend romantici e scatta foto banali che poi vende come foto spettacolari ai concorsi fotografici chiedendo ai sui amici e conoscenti di votare le sue foto banali, vendute come spettacolari.
Ora io non chiedo la grazia per me, ma se volete e se non vi fa cacare perchè non votate la foto di darrol?
Eh? Eddai che vi costa!
Si vota qui http://rete.comuni-italiani.it/foto/2008/76146#vote

Grazie tra non molto passa la scimmia col cappello gli spiccioli potete darli a lei!

Postato da: progettoghiaia a gennaio 14, 2009 13:36 | link | commenti (8) |

lunedì, 12 gennaio 2009
Filosofia di ghiaia: quinta lezione

Dopo anni di assenza torno alla mia vecchia passione: far conoscere le gioie della filosofia a tutto il mondo.
Siamo nel 5° secolo avanti Cristo, anno più anno meno, Eraclito e Parmenide sono stirati da tempo e anche se non si sono mai cacati di striscio i loro allievi se le suonano di santa ragione e si combattono e si fanno gli scherzi sciemi, e si suonano ai citofoni e, quando gli altri rispondono, gli fanno le pernacchie. Il più accanito di tutti è il buon Zenone di Elea discepolo di Parmenide. Zenone era ricco e la sua famiglia non faceva un cazzo da generazioni. Anche Zenone, seguì le orme dei propri padri e quando fu grande anche lui si mise a non fare un cazzo dalla mattina alla sera, ma visto che la mamma gli smarambava un po' allora disse: "Ma', sai che c'è voglio fare il filosofo e seguire le orme di Parmenide!" La mamma non è che fosse molto contenta, perchè i filosofi a quel tempo facevano tutti una brutta fine, ma almeno Zenone sarebbe stato lontano dalle scommesse e dal gioco d'azzardo. Uh quanto si sbagliava quella povera donna! Il piccolo Zenone, infatti, alla scuola di Parmenide prese a fare scommesse scieme con i compagni e diceva: "Scommettiamo che Achille non raggiunge la tartaruga?" E tutti giù a scommettere. Poi si faceva la prova e Achille con due passi raggiungeva la tartaruga e la superava, e Zenone era costretto a pagare. Poi un'altra volta Zenone diceva: "Scommettiamo che un uomo non riesce mai ad arrivare dall'altra parte dello stadio perchè prima deve arrivare alla sua metà e prima anaocra alla metà della metà e così via all'infinito?" E tutti a scommettere poi il tizio arrivava dall'altra parte dello stadio e Zenone pagava, pagava, Zenone pagava sempre. Poi una volta, che era pure un po' ciucco disse: "Scommettiamo che se scocco una freccia in realtà essa non si muove?" E stava già per mettere  il suo giovane discepolo Melisso contro una parete e scoccargli addosso una fraccia, ma Melisso fece: " A Zenò, questa me pare popo 'na cazzata!"
"Sì - disse Zenone - me sa che c'hai raggio...!" e i due se ne andarono a casa.

Postato da: progettoghiaia a gennaio 12, 2009 19:31 | link | commenti (8) |
filosofia di ghiaia

martedì, 23 dicembre 2008
Mi innamoro spesso #10

Mi innamoro spesso, anzi quasi sempre... Mi innamoro almeno una volta al giorno... In alcuni giorni particolarmente romantici, sono capace di innamorarmi anche due o tre volte.
Mi innamoro così spesso che una volta mi innamorai di una fisica, anzi di un'astrofisica. La conobbi ad una festa di un amico comune. Nera, slanciata una bocca bellissima ed una fila di denti bianchi e perfetti che comparivano ad ogni sorriso. Portava un maglioncino nero che continuava ad aggiustarsi tirandolo giù, ed ogni  tanto si aggiustava il ciuffo dietro l'orecchio. Tanto bastava. Ero innamorato cotto. Mi aveva magnetizzato. Dimenticai la festa gli amici le altre donne. Cercai di attaccare conversazione con lei. Prima mostrandomi incuriosito dalla sua attività, poi millantando amicizie con il più famoso e rinomato ottico quantistico di Brisbane, alla cui tesi - dissi - avevo contribuito personalmente  (in realtà gli ho stampato le slide della presentazione, ma lei non lo sapeva). Dissi un paio di cacate sugli accleratori, la non località, l'esperimento di Minkowski e altre cose a vanvera riesumate da qualche parte nel mio cervello. Lei parve interessata. Avevo fatto colpo! Quando ad un tratto nella conversazione si intromise il suo compagno. Fisico anch'egli ed estremamente pesante e noioso. Mi attanagliò nella sua morsa stritolatrice domandandomi valutazioni sulle sue teorie. Risposi debolmente, mentre con lo sguardo supplicavo la fisica di salvarmi. Lui visto che non dimostravo interesse per la materia, passò a raccontrami le sue vicissitudini col padrone di casa. Ero atterrito. Lei disse: "Vedo che vi siete ambientati, vi lascio soli!" E la guardai allontanarsi sinuosa con un bicchiere di vino in mano. Mentre nelle orecchie mi rimbombavano le lamentele dell'astrofisco sulla scarsa attezione dei politici e bla bla bla, la vidi voltarsi e rivolgermi uno sguardo maliardo. Uno sguardo che avrebbe voluto dire tutto e nulla. Mi consolo sperando che volesse dire nulla e cerco di dimenticare tutto il resto, astrofisico compreso.

Mi innamoro spesso, ma quando si vuole far colpo su un'astrofisica occorre fare attenzione al suo compagno logorroico.

Postato da: progettoghiaia a dicembre 23, 2008 09:04 | link | commenti (6) |
mi innamoro spesso

venerdì, 12 dicembre 2008
Dal diario di un abitante della Capital City nei giorni dell'alluvione...

Malimortaccivostra!

Postato da: progettoghiaia a dicembre 12, 2008 10:32 | link | commenti (8) |

giovedì, 04 dicembre 2008
Eroi ed eroismi

E fu così che mi ritrovai su quel vagone della metro, a quell'ora tarda, diretto verso il capolinea.
Mi gaurdai intorno: eravamo io, una signora russa coi capelli bianchi, uno chef grasso, una giovane con cuffie e scarpe d'argento ed un tale con una sacca stramba, che poi scoprii essere una sacca per portare una mazza da golf, una sola!
Capii tutto in un lampo. Ecco lo sapevo... Che palle! Di lì a poco il treno si sarebbe fermato, sarebbe successo qualcosa di terribile, e noi ci saremmo dovuti salvare. Lo chef sarebbe stato il primo a morire, grasso e stupido... un classico... Poi la signora russa con un atto di coraggio. A me sarebbe toccata la parte dell'eroe e al golfista quella dell'anti eroe, con annessi e connessi: primi malumori, egosimi, alzate di tono e scenate isteriche fino alla scena clou in cui lottavamo all'ultimo sangue ed io avevo la meglio, per poi conquistare, per sempre, l'amore della giovane dalle scarpe d'argento. Magari nella scena finale una fatalità avrebbe consegnato al pavido golfista una morte terribile, ma io non me ne sarei curato più di tanto, perchè, d'altra parte, "se l'era meritato!"
Lo sapevo che sarebbe andata così, lo sapevo cribbio! Non è che ti ritrovi per caso ad un'ora trada della notte in un vagone della metropolitana diretto vero il capolinea con uno chef grasso, una signora russa, una giovane con l'i-pod e ed un golfista con una mazza in una sacca. Nossignore, non è un caso...

Postato da: progettoghiaia a dicembre 04, 2008 19:23 | link | commenti (8) |

giovedì, 27 novembre 2008
Mi innamoro spesso #9

Mi innamoro spesso, anzi quasi sempre... Mi innamoro almeno una volta al giorno... In alcuni giorni particolarmente romantici, sono capace di innamorarmi anche due o tre volte.
Mi innamoro così spesso che una volta mi innamorai di una alla stazione Termini. Era incantevole, delicata, soave, eterea. Era seduta su un muretto basso, appoggiata ad un corrimano. Le gambe accavallate, la testa distrattamente rivolta verso un punto non definito della stazione e lo sguardo sognante.
Mi innamoari immediatamente. Dimenticati tutto e setti a guardarla. Ad un certo punto l'altoparlante annunciò l'arrivo di un treno. Lei si alzò e fece per sollevare la pasente valigia rigida che aveva accanto. Non ci pensai un attimo. Mi precipitai verso di lei e con gesto galante, tesi la mano per sollevare quel peso ed aiutarla evitandole uno sforzo che il suo fisico esile non avrebbe potuto sostenere.
Le nostre mani si sfiorano. Contemporaneamente alzammo lo sguardo e i nostri occhi si incrociaraono. Fu un attimo che valse un'eternità.
Lei fece un grosso respiro e trattenne il fiato per un momento. Ero in estasi, il tempo sembrava procedere al rallentatore...
"Aiuto!!!" gridò lei d'un tratto... "Al ladro!"
Tutto il resto l'ho dimenticato!

Mi innamoro spesso, ma al giorno d'oggi a fare il cavaliere si rischia d'esser fraintesi... Che tempi!

Postato da: progettoghiaia a novembre 27, 2008 10:37 | link | commenti (9) |
mi innamoro spesso

mercoledì, 26 novembre 2008
Compagni di Ghiaia: Panuccio

C'era questo mio amico, che tutti chiamavano Panuccio. In effetti lui si chiamava davvero Panuccio, e questo è un vero peccato, perchè come soprannome sarebbe stato davvero troppo fico!
E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire sul suo amico Panuccio.
Vi basti.

Postato da: progettoghiaia a novembre 26, 2008 08:34 | link | commenti (6) |
compagni di ghiaia

venerdì, 14 novembre 2008
Chiedo scusa rap

Chiedo scusa sono assente
Sono assente
Sono assente mentalmente
Sono assente
Finiscamente sono assente
Sono assente
Sul lavoro sono assente
Sono assente
Me lo ha scritto il dirigente
"Quello è assente"
Lo ha faxato al presidente
Deficiente
Ero andato al gabinetto solamente
Ma ero assente
E' fruistrante
Ma per questo sono assente
E sul blog son latitante
Sono assente
Quando m'alzo la mattina sono assente
E la sveglia non la sento
Raramente sono stato così assente
Deludente
Questo è il voto del mio impegno ultimamemnte
E sto post non cambia nulla veramente
E' penoso, chiedo scusa, platealmente
Sono assente
Sono assente e me ne dolgo
Sono assente.
Sono assente e sarò assente
A Bologna me ne andrò prossimamente
E sarò assente
Son distrutto sono esausto e sono assente
Ricevessi qualche assegno consistente
Sarei assente
Ma felicemente assente
Ed invece sono povero ed assente
sono assente

Postato da: progettoghiaia a novembre 14, 2008 17:54 | link | commenti (8) |

martedì, 11 novembre 2008
La Guida der Gambero de Ghiaia: Venezia

Se ve trovate tipo in Veneto, non potete non andà a Venezia. Magari a molti sto nome non dirà gnente e invece Venezia è na cittadina caruccia che sta in Veneto e che la Guida der Gambero de Ghiaia ha scoperto per voi. In pratica è na città che sta in mezzo all'acqua co l'acqua che sta da tutte le parti, nelle strade, nelle piazze, nel cielo, nella camere d'albergo... Na figata pazzesca. Pe andà da na parte all'altra de Venezia se passa su sti ponti fighisismi  e sotto i ponti ce stanno i veneziani fighi coi cappelli de paglia che guidano ste barchette sbilenche che se chiamano gondole e te parlano in inglese (mica l'ho capito perchè) e te dicono: "Mister uan gondola tur? Eity euro for fory minuz!" Che vuol dire più o meno: "Ao è arvato er cojone, mo je scucio ottanta sacchi per na mezzora su sta barchetta sbilenca de mi nonno!"
Comunqe sia tra i ponti famosi, se annate a Venezia, dovete assolutamente vedè er ponte de Rialto, quello dei Sospiri, er ponte Vecchio e l'urtimo arivato: er ponte fatto de calatravi. Questo ultimo è fico, e poi ne hanno parlato tutti i giornali perchè pare che sia un ponte speciale che non è fatto colle travi normali, ma co ste calatravi, che so tipo fighissime. Infatti quando lo vedi da sotto te sembra un ponte normale, con le ringhiere de vetro, ma quando ce sali sopra co tutte le valigge colle rotelle er compure e frizzi e mazzi, te accorgi invece che è un ponte fatto de calatravi, perchè è pieno de scalini, ma tipo una miriade de scalini, che la valiggia te se sconquassa tutta, e le rotelle te sfanculano che non sei manco arivato in cima, e, a metà della discesa, la valiggia te se apre come ha cozza e tutte le mutande tue vengono sparpagliate ner Canal grande. Ma io me domando: ma che i Veneziani nun l'hanno mai visto come se fa un ponte serio? Che per caso quello de Castel Sant'Angelo c'ha i grandini? Ma che c'era proprio bisogno de metterci ste calatravi? Vabbè scusate lo sfogo, lasciamo stà.
Chiudiamo questa guida invitando tutti i lettori a visitare questa magnifica città, ma stando attenti ai topi, che a Venezia so grossi, ma proprio grossi. Ad esempio mentre stavo seduto ad un tavolino di un bar, me so messo a parlà con un signore che stava lì vicino in piedi. Gli ho detto: "Certo che qui coi topi c'avete un bel probblema eh!?" Quello pe tutta risposta ha fatto "SQUIT SQUIT!" e sè infilato in un buco...

Voto: cinque cappelli da cuoco (anche se se magna solo pesce che a me nun me piace!)

Postato da: progettoghiaia a novembre 11, 2008 08:43 | link | commenti (7) |
guida der gambero

giovedì, 06 novembre 2008
Mi innamoro spesso #8

Mi innamoro spesso, anzi quasi sempre... Mi innamoro almeno una volta al giorno... In alcuni giorni particolarmente romantici, sono capace di innamorarmi anche due o tre volte.
Mi innamoro così spesso che una volta non mi innamorai affatto e fu lei ad innamorarsi di me. Ero stato mandato ad ascoltare un pallosissimo convegno e prendevo appunti, per poi riportare a chi di dovere, appoggiato nella mia posa da figo alla colonna. Lei, bellissima dagli occhi cerùlei, mi si avvicinò già innamorata e mi fece "Ciao, curo le public relation per il presidente, ho visto che prendevi appunti ci possiamo confrontare?" Mi amava di un amore disperato ed incondizionato, la vedevo. Ci confrontammo, le spiegai quello che era successo, dato che lei, dolce, non c'aveva capito una mazza. Mi lasciò la mail, chiedendomi di fare altrettanto, completamente persa nei miei occhi. "Ti posso mandare il comunicato così lo correggi?" Implorò... "Ma certamente!" Feci, rassicuante, la strinsi a me e la baciai, ma queste ultime due cose non le feci nella realtà, ma solo nella mia testa, e non so se contano.
Poi la sera alle sette e mezza ricevetti una mail supplichevole: "Progetto Ghiaia ti prego, sono nei guai, puoi mandarmi il comunicato che hai scritto tu?". Ne ebbi tenerezza, povera, indifesa contro un mondo ostile, creatura fragile da proteggere e salvare. Non avevo fatto nessun comunicato, ne scrissi uno in quattro e quattr'otto e glie lo mandai. "Grazie - scrisse lei bagnando di lacrime la tastiera - è scritto molto bene... Ora lo mando a tutti i miei contatti!" "No ferm... dannazz... porc.. putt... limort..."
Da quel giorno non sentii mai più quella ragazza follemente innamorata di me.

Mi innamoro spesso, ma ancor più spesso sono le altre ad innamorarsi di me.

Postato da: progettoghiaia a novembre 06, 2008 17:47 | link | commenti (10) |
mi innamoro spesso

mercoledì, 29 ottobre 2008
Compagni di Ghiaia: Boccia

Boccia si chiamava Paolo. Tuttavia la gente lo chiamava Boccia primo perchè era un nome più figo, secondo perchè aveva un capoccione gigantesco, ma propprio fotonico, che tipo non gli entrava nessun casco integrale e doveva andare sempre in giro con una scodelletta fissata in cima alla zucca ed ogni volta che la municipale lo fermava gli faceva la multa.
Boccia suonava la chitarra molto male ed era solito affittare la saletta prova del centro sociale di riferimento per due ore e provare, per due ore, il repertorio dei Nirvana.
Boccia fu anche uno dei primi dei miei amicucci ad avvicinarsi alle droghe leggere ed assunse fin dalla tenera età il ruolo di fornitore.
Fu sempre lui a compiere il primo viaggio nella mitica Christiania a Copenhagen e a riportare mirabili racconti di quelle terre fantastiche.
Fu ancora lui a diffondere un particolare modo di rollare, che prevedeva lo sbattere la canna sul quadrante dell'orologio. Boccia, proprio in riferimento a questo, aveva anche coniato il simpatico motto: "Questo orologio ha battuto più canne che minuti" diceva mostrando lo swatch. Lo ripeteva spessissimo. Una volta lo ripetè ad un poliziotto in borghese e lo portarono al gabbio.
E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire sul suo amico Boccia.

P.s. Nel caso in cui la mamma di Boccia stia leggendo queste righe volevo precisare che l'ultima affermazione è falsa e che quella notte Boccia dormì a casa mia!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 29, 2008 16:53 | link | commenti (8) |
compagni di ghiaia

lunedì, 27 ottobre 2008
Consecutio

Ieri c'era Ritorno al Futuro
allora mi sono comprato dei levi's!


Postato da: progettoghiaia a ottobre 27, 2008 11:42 | link | commenti (13) |

lunedì, 20 ottobre 2008
L'uomo della strada e la tecnologia #2

- Ammazza oh te sei fatto er Bleccheberri!
- Ma sai che c'è? Io manco me lo volevo fa, però sai... Cor mestiere che faccio!
- Embè certo è come avecce l'ufficio sempre dietro!
- Eccerto, ma poi te l'ho detto... Io manco me lo volevo fa... Ma cor mestiere che faccio!
- Ma guarda che lo so! Te leggi le mail, navighi co gùgol!
- Si infatti pe quello è comodo. Guarda che però se nun era per il mestiere che faccio...
- E 'nfatti me sa che è na gran bella rottura del palle eh... Stai sempre lì che te cercano!
- Ecco lo vedi... Er fatto è quello... Però che fai? Nun te lo compri? Resti fuori dar monno, dar progresso?
- Bhe nun te lo puoi permette... cor mestiere che fai poi...
- Eh-e lo vedi...
- Sì, ma scusa che mestiere è che fai te, me me l'avevi detto ma me so dimenticato?
- Er cocommeraro!
-Ah, me l'avevi detto... infatti!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 20, 2008 17:37 | link | commenti (8) |
luomo della strada e la tecnolog

venerdì, 17 ottobre 2008
Drama di Ghiaia: Precariato

Location, davanti alla macchinetta del caffè, Progetto Ghiaia parla con una collega di alcune voci che girano nell'ufficio .

Progetto Ghiaia: Hai sentito, probabilmente prendono uno stagista!
Colleguccia: Davvero? Chi te lo ha detto?
PG: No, non me lo ha detto nessuno, ma mi è sembrato di capire che presto ci sarà qualcuno a cui sbologneranno tutti i lavori più pallosi! Eheheh!
Colleguccia: Ah Ah Ah, sei perfido! Ma scusa dove lo mettono?
PG: Guarda non è chiarissimo, ma ho sentito il capo che diceva che sarebbe stato nella nostra stanza!
Colleguccia: Ammazza ma come fate a entrarci? Poverini... Ma dimmi di più! E' maschio o femmina?
PG: Ne parlavano al maschile!
Colleguccia: Mmm... Maschio, nella tua stanza... Sei sicuro di non essere tu? Ahahahahaha!
Pg: Ahahaha... ah... ah... ehm... Oh cazzo!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 17, 2008 08:55 | link | commenti (10) |
drama di ghiaia