progettoghiaia

comunicare, nani, ballerine e pornostar

Progetto Ghiaia Esiste

Utente: progettoghiaia
Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana

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venerdì, 31 marzo 2006
Il ragazzo che gridava allupo!

La favola dal ragazzo che grida allupo! la conosciamo tutti ed è entrata nel nostro vocabolario comune, specie in ambito pedagogico, ma a me sta storia mi è sempre stata indigesta per una serie di motivi:
1 - E' la prima favola tragica che io abbia mai sentito, niente cacciatori buoni, niente sensi di colpa, niente salvataggi in extremis... Il povero pastorello muore e basta e il lupo, ormai soddisfatto, non si mangia nemmeno le maledette pecore di quei bifolchi contadini!!!
2 - E' una favola truculenta... quando la sentii per la prima volta il fatto di poter essere mangiato da un animale non mi aveva mai attraversato il cervello e sinceramente non capivo nemmeno come noi potessimo mangiare degli animali... Quando mamma faceva il pollo, quella cosa abbrustolita non assomigliava manco da lontano ad una gallina... dove erano la tasta, le piume, le zampe? E poi quale animale ha le coscie all'insù? Invece il pastorello viene proprio mangianto, sbranato, fatto a pezzi. Quando lo seppi mi soffermai molto su questa parte e chiesi: "Come?" "Come cosa?" "Come fa il lupo a mangiarsi una persona?"... risposta: "Con i denti!" "Si ma perchè poi il pastorello muore?"... risposta "Muore dissanguato, lacerato, perchè si ferma il cuore o perchè il sangue non arriva più al cervello!" (mia mamma è un medico e fin da piccoli ci spiegava molte cose con terminologie anatomopatologiche... non vi sto ad illustarre la spiegazione sulle polluzioni notturne, fattami quando avevo 7 anni).
3 - Viene usata dai grandi come monito... "Guarda che fai la fine del ragazzo che gridava Allupo!" Come? Se ti faccio un piccolo scherzetto faccio la fine di quel povero pastorello? Viene un lupo che mi uccide e fa sempio del mio cadavere e tu dall'altra parte della collina che mi sberleffi e che ridacchi pensando alla caccarella che mi viene quando il lupo si avvicina e io non vedo arrivare nessuno... E dire che ti consideravo una persona di buon cuore... ma tu guarda, mai fidarsi...
4 - E' l'ennesima apologia del conservatorismo e dell'ideologia reazionaria secondo cui l'umorismo è cosa da bambini e non è adatta ad una società perbene e perbenista.

Bene questo è tutto quello che ho da dire sulla storia del ragazzo che gridava allupo, spero che vi abbia arricchito e che d'ora in poi, se per caso sentirete un grido oltre la collina, correrete a salvare il povero pastorello briccone da quel fottuto lupo... 

Postato da: progettoghiaia a marzo 31, 2006 09:22 | link | commenti (8) |

mercoledì, 29 marzo 2006
Nostalgia nostalgia canaglia

Cavolo guardando i miei ultimi post ho notato che per la maggior parte narrano di vicende passate, di ricordi puerili della mia ventisettenne esistenza. E la mia vita attuale? Che fine ha fatto? Come passo il mio tempo? Possibile che non mi capiti più nulla di interessante da scrivere? Nemmeno una piccola riflessione decadente sui tempi che corrono? Niente più recensioni di ghiaia? Cavolo sto forse diventando una vecchia zia rompipalle, avvolta nella sua volpe in naftalina che quado ti vede ti strizza le guanciotte e prova a sedurti propinandoti una rossana stantia? Ma chissà dove le comprano poi le rossane le vecchie zie, io le ho cercate al supermercato, ma non le ho trovate, forse bisogna esibire un documento per farsele dare, dimostrando di essere davvero una vecchia zia? I miei post sanno di rossana stantia? Cerco la fuga dalla realtà? Rendo epiche banali storie fanciullesche perchè il mio presente è scialbo ed insipido? E' possibile che sia rimasto ancorato ad un passato mitologico che ormai non c'è più?

Cavolo non sono più quello di una volta...

Postato da: progettoghiaia a marzo 29, 2006 09:15 | link | commenti (7) |

martedì, 28 marzo 2006
Nato ai bordi di periferia

Eh sì, come dice il poeta, sono nato ai bordi della Capital City, in un quartiere borghese cattocomunista, ma ciò non ha impedito alla fauna urbana di svilupparsi in direzioni deviate, producendo quelli che tutti conosciamo come i bulli di strada. Uno di costoro era Piffi, un ciccione balordo che abitava davanti ai giardinetti. Il mio primo incontro con Piffi avvenne un caldo pomeriggio di primavera. Io passavo di lì per andare dal Totaro e lui era intento a giocare a schiacciasette con il suo seguito di sciacquette e sciacquapiatti. Ad un certo punto la palla rotolò verso di me ed io sentii il richiamo che più ha infestato i miei incubi di bambino: "Palla!" Presi il coraggio e lanciai il pallone a Piffi, lui lo prese al volo, ma poi per dileggiarmi mi apostrofò con un "Ehi bambino, ma tu hai le mani di merda!" Tutti risero, mentre io morivo dentro.
Il secondo incontro col Piffi avvenne poco dopo, stavolta ero insieme al Totaro e venimmo presi nel mezzo tra lui ed un suo sgherro, iniziarono a bersagliarci con un supertele, colpendoci ripetutamente. Il Totaro tentò di spaventarli gridando "Gurda Piffi che chiamo mia nonna!" L'intimidazione non ebbe effetto... Poi il Totaro scappò via ed io gli gridai "Corri a chiamare mio padre!". Questa seconda ipotesi spaventò i due un po' di più ed allora affrettarono l'opera e mi pestarono per benino.

Dopo mezz'ora arrivò mio padre che era sceso con mio fratello nel passeggino e mia sorella per mano... Veramente un quadretto minaccioso, ma ormai Piffi si era dileguato tra i vicoli oscuri della periferia capitolina...

Postato da: progettoghiaia a marzo 28, 2006 08:42 | link | commenti (8) |

giovedì, 23 marzo 2006
Il mio primo grande incarico

Ieri per caso ho incontrato una persona che mi ha riportato alla memora il mio primo incarico di alta responsabilità. Ero appena stato assunto con un ridicolo contratto a collaborazione occasionale (tipo quello che ho oggi) e mi ero fermato un po' di più dell'orario per scarirare la mia posta personale e farmi i fatti miei (come ero innocente all'epoca), quando sento un trambusto per i corridoi... "Cavolo è urgentissimo! E ora chi lo porta? E' troppo tradi per chiamare un pony!" "Ci vorrebbe qualcuno con un mottorino... Ehi Progetto tu hai la moto vero?". Detto fatto mi trovai alle sette di sera a sfrecciare per le vie della Capital City in una corsa frenetica contro il tempo... Dovevo consegnare quei documenti, dovevo farlo a tutti i costi e solo dopo mi sarei potuto sbronzare col Fernet Branca... Arrivai a destinazione, entrai e quattro gorilla mi bloccarono ai tornelli che stavo tentando di aggirare per fare prima. Spiegai loro la situazione e dopo pochi quarti d'ora mi fecero salire dandomi vaghe indicazioni sulla direzione da prendere. Mi persi più volte imbattendomi in diversi usceri appisolati e in uno in particolare che faceva pipì su una pianta di ficus. Alla fine giunsi alla meta. Trovai la persona, consegnai il plico di importanza vitale ed attesi la mia ricompensa, o anche solo una carezza sulla zucca e un biscottino... nulla... ad un certo punto il tipo si alzò ed uscì dalla stanza con il plico spegnendo la luce. Rimasi lì al buio, terrorizzato, poi entrò l'uscere che probabilmente cercava un altro ficus da contrassegnare con le sue minizioni. Mi squadrò, mi grugnì qualcosa, poi spense nuovamente la luce ed uscì. Dopo qualche minuto presi il coraggio ed uscii... Insomma ieri lo reincontro, lui non mi riconosce... ma io si...

Postato da: progettoghiaia a marzo 23, 2006 09:56 | link | commenti (11) |

mercoledì, 22 marzo 2006
Ornithology

L'aria era fresca ed il cielo limpido di una bella giornata di inizio primavera. L'appostamento era stato lungo e difficoltoso, avevo girato tanto e dopo alcune dritte fidate ero risucito ad individuare un posto che sembrava finalmente ripagare tutti i miei sforzi. Metà mattinata, nè troppo presto nè troppo tardi, l'ora adatta per quel tipo di attività. Mi avventuro circospetto tra le palmette nane, con la mia tracolla stretta nel pugno. L'istinto mi guida e mi spinge verso la meta. Suono il campanello e mi trovo davanti un bellissimo esemplare femmina di avvocato, elegante ma non snob, giovane ma sicura di sè, garbata ma compenente. Ci accomodiamo ed io comincio a sciorinare le mie afflizioni. Lei mi rassicura: "Suvvia, che sarà mai, e poi lei è così giovane, ha 8 anni meno di me!". Ok è giunto il momento di sfoderare le mie armi, scatta lo sguardo alla Robbie Williams, purtroppo non ho una spazzola sotto mano per fare il microfono, altrimenti mi sarei esibito in una splendida performace di Angel... Lei è rapita, ma è meglio non affrettare le cose. Ci slautiamo con una calda stretta di mano... sto per varcare la soglia, quando lei mi ferma... Eccola! E' cotta!... "Per l'onorario fanno tremila euro più cinquecento euro di spese!".

Cacchio forse lo sguardo da Robbie Williams, questa volta me lo potevo pure risprmiare!
 

Postato da: progettoghiaia a marzo 22, 2006 09:54 | link | commenti (8) |

martedì, 21 marzo 2006
Aspirazioni reload

Esattamente un anno fa, il 21 marzo del 2005, primo giorno di primavera, lasciai un post che rappresenta la sintesi della mia persona e che mi sento di riproporre avvicinandomi alla ferale scadenza. Vi bacio sulla bocca che fu la fonte del mio primo amore.

Ognuno di noi dovrebbe avere delle aspirazioni nella propria vita che lo aiutino ad andare avanti e che lo guidino nelle proprie scelte.
La mia è: "A trent'anni voglio essere così!"

Postato da: progettoghiaia a marzo 21, 2006 08:34 | link | commenti (6) |

venerdì, 17 marzo 2006
Dove sono andati i tempi di una volta

Comincio con il dire che il mercoledì è l'unico giorno che riesco a starmene a casuccia e coscientemente mi abbandono privo di volontà sul mio nuovissimo EKTORP da tre posti, di fronte alla tivù. Purtroppo, però, il caso vuole che il mercoledì sia anche l'unico giorno in cui i nostri 8 canali nazionali non trasmettano assolutamente nulla degno di essere chiamato programma televisivo,  e così la serata scorre melliflua saltando tra l'infedele, il comandante Florent, incantesimo e... e... LA FATTORIA... ebbene sì mi sono macchiato di questo misfatto ed ho intravisto alcuni lunghissimi istanti di questo abominio mediatico, ma mi sono bastati per un'epifania rivelatrice. Tra i partecipanti di questa edizione ho notato, infatti, un viso conosciuto che mi ricordava terribilmente qualcuno, poi, la notizia dalla voce della barbaradurso.. "Pamela [seguono una serie di periodi privi di senso che l'autore non è riusito a memorizzare data la vaquità dei concetti che veicolavano n.d.P.G.]". Cavolo ma vi rendete conto era Pamela quella di nonèlarai che ballava il tip tap vesita da Minnie e cantava la pelle nera...
ma... ma... Pamela alla Fattoria... non capisco... come è potuto accadere... alla Fattoria capite... il degrado massimo che un essere umano possa raggiungere... Mi domando, allora, a cosa siano serviti tutti quei pomeriggi chiuso in bagno, quei fastidisi arrossamenti, quelle tendiniti spacciate per gomito del tennista, quei Teletutto nascosti nella cartellina di tecnica, quelle occhiaie perenni, quei sintomi di cecità precoce... Non resta veramente nulla di tutto ciò? Non c'è più rispetto per nulla? Pamela alla Fattoria... bhà... "La mia generazione ha perso"... cantava qualcuno... La mia ha dato forfait e non si è presentata! 

La mia generazione perde a tavolino 3 a zero, con chiunque si sia presentato

Postato da: progettoghiaia a marzo 17, 2006 14:18 | link | commenti (6) |

mercoledì, 15 marzo 2006
Festa brasileira

Sabato scorso, dopo due mesi di crescita free, ho deciso di recarmi dalla mia parrucchiera di fiducia: l'ottima Ana.
Ana è una signora brasiliana molto simpatica, che mia tratta sempre con gentilezza e nonostante mi tagli i capelli un po' a cavolo, gode di tutta la mia fiducia in quanto mi chiama sempre " Amoore", con la "o" Brasileira un po' chiusa... Mi taglia i capelli a qualunque ora io arrivi e in qualunque periodo dell'anno, una volta sono andato da lei il 1° maggio, un'altra volta sono entrato di lunedì, mentre stava cambiando l'arredamento e la saracinesca era mezza abbassata, ma la maggior parte delle volte ci vado il sabato prima di pranzo quando il negozio è tutto un turbinio di fon e spazzola, pieno di vecchie cotonate che vogliono sistemare la cotonatura, signorotte grasse che si fanno la piasta e giovincelle sprint che si preparano per la festa danzante. In realtà il motivo per cui ho eletto proprio Ana mia parrucchiera ufficiale tra i 10 parrucchieri del mio quartiere è perchè credevo che un tempo fosse stata un uomo, ma questa mia fantasia si è spenta quando ho saputo che è diventata nonna... Vebbè mica si può avere tutto. Comunque sia sabato sono andato da Ana a tagliarmi i capelli ed appena sono entrato mi ha accolto festante. Porgendomi un bicchiere di succo di Maracuja fatto in casa, mi ha abbracciato e mi ha detto: "Auguri Amoore, sono noove anni che ti tajio i cabilli!" Poi giù una serie di urletti da parte delle vecchie cotonate e applausi dallo stuolo di schampiste... Ve lo giuro volevo dirgelo che io nove anni fa avevo diciott'anni, abitavo in un altro quartiere, non disponevo di autonomia finanziaria per recarmi da lei e, soprattutto, mi facevo tagliare i "cabilli" dal mio babbo... Ma che volete sarà stata la maracuja, saranno state le vecchie festanti, sarà stata quella "o" brasileira, sarà stata l'atmosfera satura di monossidi dei Fon... mi sono messo a festeggiare questo evento virtuale con verve carioca. Per fortuna al momento del trenino, Ana ha finito il suo lavoro e sono uscito un po' più bello e un po' più brasileiro di quando ero entrato!!!

Postato da: progettoghiaia a marzo 15, 2006 08:44 | link | commenti (4) |

martedì, 14 marzo 2006
Proposta conturbante

 

- Mi puoi portare a casa questa sera?
  Abito fuori Modena... In Anatolia...

 

Postato da: progettoghiaia a marzo 14, 2006 09:15 | link | commenti (3) |

lunedì, 13 marzo 2006
La parola al Marchese del Grillo

- Perchè?
- Perchè Io sono Io, e voi... Nun siete 'n cazzo!

Purtroppo Progetto Ghiaia non è il Marchese del Grillo, ergo...

 

Postato da: progettoghiaia a marzo 13, 2006 08:26 | link | commenti (3) |

giovedì, 09 marzo 2006
I segreti del signor B

Lo sapevo ecco dove sbagliavamo, altro che antitesi tra energia pulita o nucleare, petrolio o idrogeno, stiamo toppando tutto alla grande. Ma per fortuna arriva il nostro amato signo B. ad illuminarci sulle fonti rinnovabili e sui trend che il mondo dell'energia intraprenderà nel prossimo futuro. In una fantastica intervista a La Repubblica il signor B., infatti, sgridando l'esercito dei milleeuroalmesisti propone un aneddoto edificante su come lui da giovane trovasse mille modi per arrotondare le sue magre entrate mensili. Uno di questi consisteva nel raccogliere la carta gialla che si usa la mercato (?!?) farne delle pallette ottime per accendere la stufa e rivenderle...
Ecco quindi la soluzione sia alla crisi energetica che al dramma delle famiglie che non arrivano alla fine del mese: LA CARTA GIALLA DEL MERCATO!!! Fatene incetta gente perchè da essa dipende il nostro futuro!

Postato da: progettoghiaia a marzo 09, 2006 09:28 | link | commenti (8) |

martedì, 07 marzo 2006
Solo per un'elite

Dovete scusarmi, il punto è che oggi non è che avessi in mente chissà quale poema o racconto interessante con cui riempire questo spazio virtuale...Ed ecco allora che è nato questo grande progetto per misurare l'affinità elettiva con i miei 7 lettori abituali (cacchio tre in più del manzoni, sono un grande), e per dare origine ad una sorta di cenacolo cluturale basato su simbologia massonica ed esoterica. Il punto è questo, se riuscite a leggere tutto ciò, o avete provato a selezionare il testo bianco, o state visualizzando la pagina con un browser di cui io sono all'oscuro che vi fa vedere la pagina in maniera diversa da come io l'avevo pensata, comuque sia, voi siete degli eletti. Ora per far capire anche a me il vostro stato di elezione non vi resta che lasciare un commento massonico che solo io e voi comprendiamo, in modo da poterci beare della nostra appartenenza ad una congrega elitaria. Il messaggio che dovete lasciare nascosto nei vostri commenti è "KTAKATOA!". baci

Postato da: progettoghiaia a marzo 07, 2006 15:26 | link | commenti (16) |

lunedì, 06 marzo 2006
Malimortè

"Ma li mortacci Tua" è un'espressione tipica dell'idioma della Capital City. E' al contempo un insulto, ma anche una locuzione di familiarità, un po' come nel film Donnie Brasco era l'espressione "Che te lo dico a fare" per i malavitosi italoamericani. Se qualcuno o qualcosa ci stizzisce allora "Mortacci tua", se qualcosa ci stupisce o ci sorprende, allora semplicemente "Mortacci" all'impersonale, se si assiste ad un'esibisione eccezionale, allora va usata l'accezione "Malimortè", se si compie un errore grossolano che ci costa gran fatica si può anche arrivare all'autoflagellazione con un "Ma li mortacci mia", se si incontra un amico che non si vedeva da tempo lo si può apostrofare con un goliardico "Ma li  Mortacci..." sospensivo. Nonostante tutte queste versioni scherzose, "Mortacci tua" è anche il più grande insulto che si possa rivolgere ad una persona, specie se amico di lunga data. Mi ricordo ad esempio che alle medie mi rivolsi ad un compagno che mi aveva fatto un sgarbo con "Mortacci tua!", quello divampò, divenne paonazzo e stava per saltarmi addosso perchè, a suo dire, avevo offeso i morti della sua famiglia... Memore di questa esperienza, quando un altro compagno rivolse a me l'insulto io feci finta di offendermi grandemente e volevo scatenare una rissa furibonda, ma quello si difese dicendomi "Meglio se ti offendo i morti che i vivi no?". Rimasi basito e feci tesoro di questo insegnamento, tanto che quando mi capitò di apostrofare nuovamente il primo compagno con "Mortacci tua" e quello stava veramente per saltarmi al collo, provai a spiegargli la faccenda dei vivi e dei morti... quello si incacchiò ancora di più e ci pestammo, mentre gli altri dissertavano se fosse cosa congrua oppure no...
Questo è tutto quello che so su questa espressione... fatene buon uso!!!

Postato da: progettoghiaia a marzo 06, 2006 09:55 | link | commenti (8) |
vocabolario di ghiaia

giovedì, 02 marzo 2006
Tema: le mie vacanze esive

Per un certo peridodo della mia fanciullezza la mia mamma e il mio babbo presero la decisione di optare le la fatidica vacanza estiva in campagna. Erano probabilmente tempi di vacche magre ed eravamo una famiglia numerosa e allora si prese la strada dell'agriturismo, che però nel 1986 non era come quello di oggi, era molto più agri e molto meno turismo. Dimenticatevi i prodotti tipici, le escursioni a cavallo le piscine e tutte le michionerie salutiste che pullulano oggi nelle cascine umbre o toscane e sostituitele con animali puzzolenti, insetti e aracnidi di ogni foggia e specie, distanze ciclopiche da una misera località balneare, niente televisione, cesso con porta a vetri, amabile compagnia di vecchie megere e bambini tamarri che guidano api piaggio ed avrete un quadro simile a quelle che furono le mie vacanze familiari fino ai 18 anni. In realtà non sempre era brutto, ricordo ad esempio ancora con nostalgia la casa di Capelle sul Tavo, località in Abruzzo (ribattezzato in quell'occasione il paese del gran puzzo, grazie agli effluvi della concimaia posta sotto il nostro alloggio), in cui uno dei maggiori divertimenti era quello di andare a rubare gli attrezzi del fattore e buttarli nel pozzo per poi dare la colpa ai cani... O quella di Gualdo, dove la mattina venivamo svegliati dalle urla marchigiane di Occhialuto, un perfido bambino in pigiama che correva appresso alle galline bestemmiando... O quella di Cirò Marina, dove facemmo la conoscenza di un cane pastore che si innamorò del mio babbo e per contrappasso sviluppò un odio tale contro noi figli, che dovevamo stare tappati in casa con le tapparelle tirate giù per evitare di essere sbranati vivi...
Poi crescemmo, diventammo ricchi e gli agriturismi smisero di affascinarci... o forse semplicemente ci rompemmo le palle... Vabbè è uguale!!!

Postato da: progettoghiaia a marzo 02, 2006 14:58 | link | commenti (7) |

mercoledì, 01 marzo 2006
Io non sono come gli altri

Io non sono come gli altri, a me Sanremo piace davvero, mi piace l'attesa, mi piacciono i servizi di Verissimo sui menù scelti dalle star internazionali, mi piace Cucuzza che va a sbirciare nelle case di cantanti ottuagenarie, rispolverando abiti di lustrini e paillettes esibiti come trofei di una belle epoque ormai andata, mi piace Mollica che ogni anno si mette su quella cacchio di terrazza tentando di prodursi in gag esilaranti con il conduttore di turno. Mi piacciono le conferenze stampa, i servizi del Gabibbo che gira per la citta dei fiori importunando musici e starlette. Mi piace la guerra degli ascolti, il sociologo di turno che si alza e dice che i testi delle canzoni sembrano scritte da un bambino di tre anni... tutte dallo stesso bambino di tre anni, mi piaciono i big che non sentiamo da anni e che cantano canzonacce stonate che non sentiremo mai più, mi piacciono gli italiani che prima lo snobbano e poi il giorno dopo cercano su repubblica.it come è andato, chi ha fatto una figura di cacca e chi no, per poi parlarne durante la pausa pranzo con i colleghi, anche loro informatissimi, nonostante non abbiano visto nemmeno un minuto della trasmissione. Mi piacciono i siparietti del conduttore e delle sue bellissime vallette, mi piace tornare a casa la notte ad ore improbe dopo essermi macchiato delle più atroci turpitudini, accendere la TV e saperlo lì, che continua imperterrito ad andare in onda e a propinare rassicurante il bel canto all'italiana.
Ma l'unica cosa che ho visto finora sono stati 19 secondi di anna Oxa versione teatro di avanguardia che leggeva il testo della propria canzone su dei fogliacci, che poi gettava via con disgusto, procedendo biascicon biasciconi, ed alternando il tutto con acuti e gridolini estatici... Mi sono bastati, ora ho di che parlare per il resto della settimana.

Postato da: progettoghiaia a marzo 01, 2006 08:53 | link | commenti (8) |