comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Questo è un post sostanzialmente privo di senso e di morale, quindi vi prego di non leggerlo. Lo scrivo solo perchè se non aggiorno il blog poi non rientro nelle statistiche governative che ci dicono che il 76% del bloggers della penisola aggiorna frequentemente il proprio spazio virtuale. Io ci tengo a rientrare in queste statistiche, mi sento di contribuire a qualche cosa di più grande di me, che mi riempie di orgoglio e che mi permette di realizzare il sogno della mia vita, e poi diciamocelo in faccia, noi bloggers siamo un gruppo affiatato, che lavora bene insieme, ma anche fuori dalla blogsfera siamo amici e magari ci invitiamo al battesimo dei nostri figli, insomma se ci fosse ancora qui con me il mio amico Goose, penso che lui approverebbe, anche se poi ha scelto di prendersi una laurea in medicina, di cambiarsi nome in Ciccio Green e di morire di tumore al cervello...
Il titolo? Più che altro un inganno per spingervi a googolare la pagina e accrescere il mio numero di accessi...
Progetto Ghiaia 0 - Spleen 1... Lo spleen mi soverchia...

Giorgdabliù: "A cinesì... mandocazzovai..."
E' in situazioni come quelle che sto vivendo in questi giorni che mi accorgo di quanto sia deviata la nostra società. Una società nata non per tutelare gli ultimi, ma per esaltare i pimi, i quali, a loro volta non si preoccupano di nulla. L'unica cosa che conta è arrivare... Non importa quante persone scavalchi, quanti ne calpesti, quanti ne schiacci sfruttando amicize e stazza... ciò che conta è farti trovare primo, bello, sorridente, pronto a ricevere la tua ricompensa. E dietro la folla, la ressa di quelli che non ce la fanno, di quelli che diligentemente aspettano il loro turno, che prima o poi, si sa, viene per tutti, oppure di quelli che imprecano, che sbuffano, che vorrebbero avere la forza o le conoscenze per passare avanti, ma purtroppo non le hanno e resteranno per sempre insieme agli ultimi.
E' in situazioni come questo che mi accorgo di quanto la folla sia in tutto e per tutto simile al branco, siamo fiere che si gettano sul cibo, che gioiscono per la resa degli altri competitori e se ne dividono gli avanzi...
"Ma insomma quando arriva quella con la mozzarella?"
"E' in forno, c'è da aspettare ancora qualche minutino...Chi è da servire intanto?"

C'è questo bellissimo telefilm che mi turba da un po' si chiama Nip e Tuck e parla di due amici chirurghi plastici, delle loro vite sconclusionate e di tutta la turpitudine che circola attorno all'intrustria della bellezza. Nulla di strano direte voi, un ennesimo telefilm di serie B, comprato in bocco da talia 1 e mandato in onda in fascia protetta per placare i bollenti spiriti di coloro che aspettano le due di notte per guardare le televendite pornazze dei canali regionali... E invece no! c'è qualcosa di malsano in questo, qualcosa che mi attrae smisuratamente. Appena ne vedo una scena, scanalando, sono costretto a guardare tutta la puntata ed ogni volta il senso di disgusto è fortissimo. Intendiamoci, non è che mi disgustano le scene in cui i nostri eroi infilano cannule liposuzianti nei flaccidi ventri o nei culi ciccioni di amricani obesi, no, mi disgusta la storia, le battute, il modo di raccontre, le atrocità di cui, con estrema disinvoltura, si macchiano i vari personaggi e che poi vengono miracolosamente sistemate con abilità e professionalità dai due demiurghi chirurghi. Si va dal quindicenne che ha una relazione con una bellissima donna che poi scopre essere un travestito e allora le taglia il fringuello, ai due universitari attaccati con l'attack alle chiappe di un compagno per un rito iniziatico, fino alla donna a cui esplodono le tette, o a quella che viene cotretta a fare sesso con un saccetto di carta sul volto perchè è troppo cessa!!! Insomma ogni volta so che starò male e che mi prenderà la tristezza e passerò una notte agitata... ma ogni volta continuo a vedermelo... E' così che funziona la nostra mente, l'orrido e l'orrorifico ci attaraggono e ci appassionano, il disgusto per gli altri ci fa sentire persone migliori e sublima le nostre preoccupazioni e così a notte fonda, invece di deliziarmi con amabili pornazzi, continuerò a vedere sto maledetto telefilm... almeno finchè non avrò capito chi dei due è Nip e chi è Tuck...
Una volta seguivo un blog molto simpatico in cui lasciavo sagaci commenti. Poi chi lo scriveva iniziò a realizzare post basati sui commenti che aveva ricevuto polemizzando con i propri lettori: "Se non vi sta bene non leggetemi, sono come sono, a me o mi si ama o mi si odia..." e cose pallose di questo genere. Ora dato che il mio interessantissimo post sull'igiene ha creato una bagarre notevole sarei tentato di realizzarne un altro nel quale proclamo che l'utero è mio, sono il figlio della foca e non voglio che mia madre pianga, chi non è d'accordo con me e con la mia concezione di igiene non gli parlo più... e cose del genere, ma la contingenza nazionale e l'urgenza di quanto sta accedendo in queste ore mi spinge verso altre riflessioni:
CAVOLO NASCONDETE I BAMBINI!!!

Anche se stamattina c'è veramente poco da ridere...sob
Tolto ogni dubbio dall'importanza dell'igiene, c'è un tarlo che mi gira da un po' in testa. L'igiene è qualcosa di molto recente, diciamo risalente al dopoguerra. Prima la nostra cara patria e forse un po' tutto il globo erano piuttosto cafoni e non andavano tanto per il sottile quando si trattava di pulizia personale o di regole del vivere salutista. Mi domando allora quando si è cominciato a non raccogliere più il cibo che cadeva in terra e a buttarlo? Io personalmente queste regole ho faticato un po' a farmele entrare in zucca. Ad esempio quando avevo quattro o cinque anni, con i miei andammo ad un matrimonio a Sulmona e la cosa che mi ricordo di più sono le migliaia di confetti gettati per aria, in segno di buon augurio, all'arrivo della sposa prima della cerimonia. Bene io passai tutto il tempo della celebrazione raccogliendo i confetti rimasti sul selciato e riempiedomi le tasche. Mentre raccoglievo e ciucciavo goduriosamente confetti antiigienici, canterellavo tra me e me una simpatica canzone a tema che faceva più o meno così: "Cacca di vacca, cacca di vacca, cacca di vacca seeeeeecca!" Ad un certo punto mi vide un signore ben pensante e, probabilmente nel tentativo di distogliermi da quell'azione così contraria alla morale igienista, ciucciare confetti contaminati dalla madre Terra, o forse nel tentativo di circuirmi, si avvicinò con fare bonario e mi domandò cosa stessi cantando? Io con la bocca impiastricciata di cioccolato e mandorle intonai a squarciagola: "CACCA DI VACCA, CACCA DI VACCA, CACCA DI VACCA SEEEEEECCA!!!" Egli mi guardò con fare benevolo ed andò ad importunare altri ambini più igienicamente adeguati.
La canzone avrebbe anche una seconda strofa, ma essendo addirittura meno igienicamente conforme alla morale della prima ve la evito!
Io l'avevo detto*
"So' n'pòro Cojone!"

Avete presente quelle canzoni di Venditti dei tempi d'oro che decantano la bellezza e la poesia della Capital City? Bhe credo che le abbia scritte in primavera, magari in una bella mattina di Aprile, perchè è veramente così. Roma in primavera si risveglia ed esplode nella sua bellezza... Innanzitutto i cinquantini che, dopo aver riposato tutto l'inverno in polverosi garage, spuntano come funghi ed invadono le strade, bruciando ottani altamente inquinanti e rallentando il traffico con manovre coatte, ma con gaiezza e spensieratezza... Poi gli ex papabois, ora non più nè papa nè bois, ma comunque gioiosi, che la mattina si riversano per le vie del centro, facendo razzia di cornetti, con somma giora dei baristi e degli avventori abitudinari, che si preparano alla prova costume (a pensarci bene quest'anno il TG2 non ha ancora fatto un servizio sulla prova costume... inizio a preoccuparmi?)... Ancora i portieri cingalesi che riuniti in una sorta di clan, si travestono da parcheggiatori rendendo la vita più semplice ai poveri automobilisti che possono lasciare tranquillamente la macchina in tripla fila, messa di traverso, attaccata ai cassonetti, su due ruote e così via.... I venditori di occhiali da sole e i suonatori di organetto... ed infine i tamarri con le smart decappottabili, che allietano l'aere sparando decibel in un intorno vastissimo e diffondendo poesia e bellezza...
Te lo devo proprio dì cor core in mano... Io ce so' nato Roma... Io t'ho scoperto... stammatinaaaaa!!!