comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Questa immagine scattata affacciandomi al mio giocondo balcone si intitola: "Tramonto sulla centrale elettrica" ed ha vinto il premio Mughetto di bronzo alla trentasettesima fiera internazionale della Ghiaia... E voi? Potete dire di godere di una così bella veduta dalla vostra finestra?

Un anno Babbo Natale non ci portò tutti quei bei giochi che ci portava di solito, ci portò una valanga di robaccia usata oppure che si poteva trovare al giornalaio... Avete presente quelle porcate con attaccati dietro i giornaletti di Cosmino (che era un tizio dalla testa tonda le cui avventure duravano due pagine)... Vabbè anche se non avete presente erano proprio quelle. Poi una cifra di vestiti non incartati, che sembravano proprio vecchi e poi delle altre cose strambe prive della loro confezione originale. Allora quell'anno mi incazzai molto con Babbo Natale... Ma che cacchio uno aspetta tutto l'anno che arrivi questo momento e si prepara e diventa buono eccetera e poi riceve i giornaletti di Cosmino... Mavaccagare! Davvero un Natale triste. Poi qualche anno dopo scoprii che mamma aveva lasciato tutti in nostri bellisismi doni nello studio dove lavorava e che la notte del 23 erano entrati i ladri, portandosi via tutto e costringendola a ricorrere a del vecchio cairpame, per non farci rimanere male...
Questo non diminuì la tristezza di quel Natale. Certo non triste come quello di quella tipa dei Gremlins che il padre vestito da Babbo natale si incastra nel camino e lei e la mamma gli danno fuoco... ma cacchio quel quel padre era un po' coglione no???
Coraggio raccontatemi i vostri Natali tristi, affinchè questo invece sia pieno di giuoia, serenità, armonia e tanti tantisismi regali senza le avventure di Cosmino attaccate dietro...
BUON NATALE!!!!
Della mia maestra ho già parlato in altre occasioni, quando sarò milionrio e avrò un sacco di tempo da buttare nel cesso, scriverò un saggio sui traumi cusatimi da quella donna eccezionale.
L'aneddoto di oggi, però non ha un retroscena tragico, bensì pedagogico.
Erano i mitici anni Ottanta, forse in quarta o in quinta elementare, il sesso cominciava ad ammicare a noi giovini maschi italici attraverso i film Gerry Calà e capolavori come "Sposerò Simon Lebonne". Una mattina semivacanziera, in un momento di intervallo la nostra maestra raduna attorno a sè tutti gli ometti e proibisce alla fanciulle di avvicinasi. Ci fa raccogliere come se stesse per confidarci un segreto esoterico. "State molto attenti!" ci dice, "questa cosa la dico solo a voi maschi perchè vi servirà da grandi!". Ecco le nostre piccole e fervide menti che vagheggiano di peni e vagine unite misticamente dell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore a noi ancora sconosciuto e nemmeno lontanamente immaginato. Occhi sgranati, lingua penzoloni da lupo famelico, dita rapaci aggrappate con morsa d'accaio alla cattedra. La mestra prende un striscia di carta... La salivazione aumenta, facciamo muro per non lasciare trapelare nulla di quello che sta succedendo alle femmine...
"Ora vi insegno."... Tredipadzione... Ansia... Palpitazioni... "Come si fa il nodo della cravatta..."
E dentro ciascuno di noi partì una raffica di insulti che mai nessuno si immaginerebbe da un drappello di candide animelle decenni...
Vista l'abbondanza di pene (ue state calmi è un plurale!!!) e la penuria di Abbondi (nel senso di Don), pubblico con gioia la terza puntata della rubrica Ghiaia in Pezzi, ancora una volta dedicata al mio approccio al lavoro... assolutamente "plugged"...

Aiuuuttoooo Siiiiiiiippp!!! ... Come diceva il buon Roberto da Crema nella pubblicità degli Wotch!!!
C'era una volta in un paese lontano lontano un vescovo buono, ma proprio buonissimo. Venuto a conoscenza che tre ragazze sarebbero diventate prostitute per pagare i debiti del padre, costui si avvicinò furtivo alla loro casupola e per tre notti di seguito gettò borsellini pieni di monete doro nel loro camino.
Poi in questa storia arrivò una multinazionale in espansione nel settore delle bibite zuccherine. Contattò le tre ragazze, le infarcì di gioielli, le lanciò nel settore dell'alta moda e le mise a fare le schiave del sesso per un manipolo di stilisti equivoci. Poi alcuni esperti di marketing contattarono il buon vescovo. Lo convinsero ad indossare una ridicolo berretto, lo misero all'ingrasso e lo resero avvezzo ai vizi più dissoluti, quali l'alcool, il fumo, le donne e le smart drugs.
Così nacque quel buffo, panzone sempre alticcio conosciuto qui da noi come Babbo Natale...

In questi ultimi giorni non è che mi si siano infranti un gran numero di sogni... Ce li ho tutti ancora lì, belli appesi sulla parete in salotto della mia coscienza, c'è quello di diventare miliardario entro pasqua, quello di diventare un immobiliarista sordido (che tra l'altro è uno dei motivi di maggior afflusso a questo blog) quello di essere eletto re del mondo, e pochi altri. Ok, niente sogni infranti, e così metà del post di oggi se ne andata in fumo, resta l'altra metà, e qui posso farmi prodigo.
In particolare volevo riportare la soria dei tre nipotini di zio Paperinoque: Quique, Quoque e Quaque. Di Quique e Quaque, si sa poco o addirittura pochissimo. Quoque, invece divenne famoso quando insieme a Bruto uccise Cesare nelle Idi di marzo del 44 a.C.
hihihihi
Vabbè scusatemi è un periodo di lavoro intenso e felicità a momenti... (come è che diceva quella canzone dance), prometto di tornare ad allietarvi con le gesta gloriose della mia gioventù al più presto.
Stanchezza batte Progetto Ghiaia per 3 a 0 senza nemmeno il tie-break
Quell'anno ruppi incredibilmente le scatole a mia madre affinchè mi comprasse un piumino. Erano i primi anni Novanta e la moda dei giubbotti paffuti farciti di penne d'oca era passata già da un po', ma il cervello di un giovane adolescente funziona così. Probabilmente invidioso di qualche compagno, o di qualche tardiva pubblicità, o qualche cosa del genere, non ricordo, so solo che provai una grande gioia quando aprendo la busta ci trovai un gonfissimo piumino celeste. Che ficata... Bellissimo!!! Ero al settimo cielo... Lo indossai immediatamente chiamai il mio migliore amico e ci demmo appuntamento per un pomeriggio di bighellonaggio periferico. Mentre camminavo mi stringevo beato nel mio giubbotto nuovo. Morbido, caldo, desiderato, nuovo... Sulla strada incontrai un drappello di ragazzacci: "Anvedi er paninaro!" Sghignazzarono in coro.
Poi mi gonfiarono di botte!
Quando ero piccolo al mercatino del sabato c'era questa bacarella che riportava su un bel cartello grande con una bella scritta chiara: "Da Achille tutto a mille". Vendeva solamente porcherie, ma porcherie a basso costo.
Sono tornato sabato al mercatino e tra i banchi ho letto un bel cartello grande con una scritta bella chiara che recitava: "Da Ruggero tutto a cinque euro".
Ora a parte la rima pessima e l'inflazione percepita, mi sembra proprio che il banco vendesse solamente porcherie...
E' questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire sulla svalutazione del denaro!