comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Durante il nostro soggiorno di dieci giorni in Danimarca io e il Lisu saremmo stati ospitati da Gitty, biondissima pulzella disinibita che avevamo conosciuto qualche mese prima quando la loro classe era venuta qui nella Capital City.
Come vuole la buona norma dell'ospitalità sia io che il Lisu prima di partire ci procurammo caratteristiche minchionerie italiche da offrire in dono. Io presi una confezione da 500 grammi di Baci Perugina (per comprare la quale vendetti una cornea) ed un piatto in coccio con l'effige del colosseo. Il Lisu rimedìò una gondola stantia probabilmente sottratta dal soggiorno della nonna. Mettemmo tutto nella mia valigia, in una tasca laterale, imbarcammo il bagaglio e partimmo, ignari delle insidie celate nel reparto bagagli degli aeroporti capitolini. All'arrivo infatti, la tasca era stata aperta con destrezza e i nostri doni sottratti con malvagità e cinismo.
Disperati ci fiondammo nel primo drugstore davanti all'aeroporto e prendemmo l'unica cosa che aveva un vago richiamo alla nostra amata patria. Il Martini dry. Lisu preoccupato di fare brutta figura consigliò di prendere tre/quattro bocce ed io appoggiai al volo la proposta.
Arrivati a casa di Gitty presentammo i nostri doni, con un po' di imbarazzo biscicando scuse in un idioma maccheronico. Ad un certo punto Gitty ci salutò dicendo che aveva un appuntamento e noi passammo la serata con la mamma che, non so se per cortesia o per dipendenza, inaugurò immediatamente il nostro regalo. Di quella serata ricordo solo la sbronza triste che ci prese a me e al Lisu, depressi, derubati ed abbandonati ad ascoltare la tragica storia della vita della signora Rasmussen... Ovviamente in Danese stretto! Ovviamente!
Il Serchia e il Nerchia erano due sottoni*. Un paio di anni più piccoli di noi, giravano sempre il coppia e non facevano un cacchio d'altro dalla mattina alla sera che girare in coppia e prodigarsi per assecondare le manie strampalate di una certa Rossella Nonsoccome che... ehm come dire... glie la sventolava davanti, ma non glie la dava mai.
Il Nerchia ovviamente non si chiamava così. Tutti lo chiamavamo così perchè girava in coppia col Serchia. Ma a pensarci bene manco il Serchia si chiamava così, e non ho la minima idea del perchè gli avessimo affibiato quel nome. Misteri!
E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire sul Serchia e il Nerchia, che probabilmente oggi saranno mega-manager multimilionari alla facciaccia mia e si saranno sposati entrambi la fantomatica Rosella che finalmente glie l'ha data!
Ahimè! così va il mondo!
*Dal Vocabolario di Ghiaia: Sottone - persona totalmente asservita ad un'altra, per soddisfare la quale si trasforma in un sottone. (es."Guarda ci sono il Serchia e il Nerchia!" "Che sottoni!")
Ultimamente ho fatto una scoperta che presto rivoluzionerà le abitudini culinarie mondiali generando un vero e proprio sconquasso nella nostra industra agro-alimentare: il Pinolo Afgano.
Il pinolo afgano è uguale uguale ad un pinolo italiano sia estrenamante che all'interno. Ha lo stesso valore energetico, le stesse qualità organolettiche, lo stesso sapore di un pinolo Italiano e si mangia esattamente nello stesso modo.
Dove è la rivoluzione direte voi allora?
Semplice nello sbucciamento! Il pinolo afgano si schiaccia facendo semplicemente una leggera pressione con le dita. Basta a quegli utensili megalitici con cui ciascuno di noi riempie i cassetti, basta alle pietre e a quegli interminabili pomeriggi passati seduti sui marciapiedi esposti al pubblico ludibrio, basta alle dita schiacciate e alle unghie peste, basta al raccogliere con la lingua le minuscole briciole in cui si è frantumato il nostro pinolo, basta al farsi saltare le costose capsule odontoiatriche sgranocchiando polpa di pinolo mista a cocce! BASTA!
Ecco scoperta la vera causa dietro l'accanimento dell'America per Bin Laden... Il futuro è nelle mani di chi controllerà la produzione mondiale del pinolo afgano!!!
Segue dettagliata documentazione fotografica a prova di ciò che dico. Le dita inquadrate sono proprio le mie, notate l'inconfondibile forma a salsiccia e le pellicine mangiucchiate!

Pinolo afgano chiuso Pinolo afgano aperto
"Fecero seguito invitati misti e dodici antipasti...!"
Chi ha orecchie per intendere in tenda... tutti gli altri di fuori a cacarsi dal freddo!
Sono talmente affascinato dalle nuove lauree triennali che durante i miei frequenti spostamenti col potente mezzo tra le arterie consolari della Capital City, la mente viene praticamente sommersa da titoli, incipit e perfino intere stesure di tesi sugli argomenti più interessanti e lungimiranti che chiunque abbia mai sentito. Amareggiato dal non poter mettere a frutto tanto ben di Dio, ho deciso di pubblicare qui uno tra i migliori incipit da me pensati, per agevolare qualche volenteroso laureando e giovare all'umanità.
Tesi di Laurea in Sociologia
Titolo: Storia e validità ontologica dei diminutivi.
Correlatore: Progetto Ghiaia
Svolgimento: "Che tipo mica è sempre vero che i diminutivi sono più corti del nome. Perchè ad esempio c'era questo mio amico che si chiamava Riccardo Pertici, ma tutti, per comodità, lo chiamavamo Inadalponzio, e se proprio avevamo fretta e non potevamo dilungarci più di tanto lo chiamavamo Ianadalponziolandia. Il che dimostra palesemente come tutto ciò che si scrive oggi sui diminutivi sia una grande menzogna. Alla luce di ciò ritengo che i tempi siano maturi per una nuova costituzione del concetto stesso di diminutivo, e per la predisposizione di una nuova fenomenologia del diminutivo.
Grazie. "
Un tesi del genere, corpo 16 ed interlinea doppia, potrebbe senza dubbio portare lustro e gloria a moltissimi laureandi del mondo contemporaneo.
"Cazzo pennatale me so' fatto 'n regalone! Me so' comprato er televisore al plasma cor dolbisurraund e l'omtiater. Da paura!"
"Mortacci oh e quanto cazzo t'è costato?"
"Bhe tra na cosa ellaltra quasi duemila euro, però lo pago arrate, manco cento euro ar mese... Checcazzomefrega!"
"Mm io pure satavo a pensà de compramme er televisore ultrapiatto, ma stavo a vedè i cristalli liquidi!"
"No senti lascia popo stà. I cristalli liquidi fanno cacà, l'ha detto pure er presidente della Sony. Nun c'è popo paragone! Cioè magari sui televisoretti piccoli ce poi pure mette i cristalli, ma su 'n trenta pollici come er mio... Te dico fermate!"
"Infatti sì!"
"Che poi se voi è stato pure 'n investimento!"
"Ettecredo c'hai er cinema accasa!"
"E 'nfatti. Cioè se te carcoli che colla ragazza mia quanno annamo ar cinema, magari a vedè 'n firm demmerda, me scuciono 14 euro, a sto punto te manno affanculo te, Cecchigori, Berlusconi, e tutti sti ladri e me compro er televisore coll'omtiater. Spenno dumila euro, ma voi mette tutti i sordi che risparmio!"
"Infatti oh praticamente risparmi 14 euro a firm"
"Eh-e!"
"Certo poi ce metti er costo del DVD da blocbaster!"
"Eh-e!"
"Cioè tipo risparmi 10 euro a firm!
"Eh-e!"
"Cioè co ducento firm praticamante te sei ripagato l'investimento!"
"Eh-e!"
" Allora la prossima vorta sebbecamo a casa tua'"
"No, mica l'ho messo accasa mia... L'ho comprato ammezzi con 'namico mio che c'ha er salotto più grosso, e per adesso sta a casa sua!"
"Ah! Comunque è 'n investimento!"
"Eh-e!"
...
"Mamma mia che pelo lunghissimo... E guarda come è nero... Ha cercato di nasconderlo con il fondotinta e tutta quella povere che c'ha sulla faccia, ma secondo me è impossibile... Cavolo sembra un capello cresciuto all'insotto... Diavolo chissà se se ne è mai accorta... E pensare che basterebbero un paio di pinzette... Due secondi e via... Certo che però se si desse una bella passata di rasoio su tutto il viso anche quella fastidiosa peluria... Diavolo quanto è lungo... Ora allungo le dita e glie lo tiro... Sì sì, ora glie lo tiro..."
"Ma ha capito la domanda?!"
"Ehm no... potrebbe rifarmela?"
Così se ne va la maggior parte dei colloqui di lavoro e degli esami universitari nel nostro Paese...
Non sono mai stato un tipo molto loquace, soprattutto non mi è mai piaciuto raccontare a richiesta. Quando da piccolo tornavo dall'asilo e mamma mi chiedeva:
"Bhe, come è andata" La mia risposta laconica era sempre la stessa:
"Bene!" E alla successiva e repentina richiesta bramosa di informazioni da parte dell'apprensiva genitrice:
"Cosa avete fatto?" Rispondevo con superficialità e diniego:
"Un po' di cose!"
Così quasi per tutte le elementari, poi mia mamma si ruppe le palle e non me lo chiese più, però ancora oggi quando non ci vediamo per un po' di tempo, o quando torno da un viaggio o da una vacanza mi domanda.
"Bhe come stai?"
"Bene!"
"Cosa hai fatto?"
"Un po' di cose!"
Quindi per favore non chiedetemi come è andata o cosa ho fatto duranete questa immotivata assenza. La risposta potrebbe essere "Bene, un po' di cose!"