comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Come i grandi della storia, cito tra tutti Rocco Siffredi e Danni's Hard Drive, anche a me è stato chiesto di lasciare un segno tangibile della mia sublime presenza ai posteri.
Ed ecco allora il calco della mia perfetta arcata dentale superiore
Occhio che appena ho visto questa foto ho avuto un attacco fulminante di Sindrome di Stendhal e mi sono innamorato del mio carceriere... E' roba forte!!!
Gaudite cives!!!
(che per gli ignorantoni è una frase latina che si presta a più interpretazioni e può voler dire "gioite civette!" oppure "Gratide un Civas?")

Ho perso cinque mila lire alle elementari, me le aveva date mio padre, ci dovevo comprare un pallone, un tango… roba seria, ma le ho perse. Ho perso autobus, metro, treni e perfino un aereo. Ho perso lo zaino. Ho perso gli occhiali, li perdo in continuazione… almeno un paio l’anno. Ho perso i denti, ho cominciato verso i sei anni e ho finito a dodici, più o meno. Ho perso le gomme della Staedler a scuola, ne avrò perse una trentina e così squadre, matite, pennarelli, penne, persino un astuccio ho perso. Ho perso la strada un milione di volte, la perdo sempre. Ho perso peso, ma poi l’ho sempre ritrovato tranquilli. Ho perso le parole, come Liga e ancora più spesso le parole chiave, le password. Ho perso centinaia di bottoni, giocattoli, camice e maglioni, un’autoradio, la leva del cambio della 500, ho perso anche un’asse da stiro. Ho perso almeno la metà delle partite a stecca. Ho perso al superenalotto, perdo sempre. Ho perso l’innocenza, la spensieratezza, la castità, la testa, la ragione a volte. Ho perso donne rubate dagli amici ed ho perso amici, rubati dalle donne e con esse ho perso spesso la dignità. Ho perso mia sorella, e la cercavo disperato per il quartiere e lei se ne stava casa.
Che volete che sia un’ora persa mentre dormivo?
Ahimè tempo ed ispirazioni scarseggiano... siate clementi... pliz!
Quando torni a casa stanco la sera picchia il tuo gatto. Lui non sa perchè, ma tu sì.
E la chiazza di vomito sul divano starà a dimostrarlo per i prossimi venti anni!
DISCLAIMER - nessun gatto mozzarella è stato maltrattato durante l'elucubrazione di questo post... nonostante la voglia fosse tanta!
Nel buio della propria camera da letto, tutti i capi d'abbigliamento sono neri.
Ed è per qesto che ci si veste a cacchio e si fanno figure di cacca durante le riunioni.
Capitò un giorno che uno dei fratelli partisse per il camposcuola a Berlino. Quattro o cinque giorni, di quelle gite che si spacciano per culturali e di cui, di culturale, ti restano solo le cartoline che invii a casa. Consci di questa condizione esistenziale dei campiscuola, gli altri fratelli decisero ironicamente di prendere il telefono della madre e di mandare un messaggino al giovane viaggiatore chiedendogli di portare a casa un ritratto del Fuhrer, ovviamente a nome della proprietaria del telefono, e resero il tutto più convincente condendo il testo con le amorose raccomandazioni di una italica mamma.
Capitò così, che il fratello leggermente sorpreso da una richiesta così particolare, ma comunque ricolmo di amore filiale acuito dalla lontananza si prodigò per trovare l'oggetto richiesto, riuscendo, però, a rimediare soltanto un piatto di porcellana, con in mezzo stampata l'effige del dittatore, ovviamente spendendo quasi tutto il proprio patrimonio, se non addirittura indebitandosi coi compagni improvvisati strozzini. Quando il giovane tornò a casa fiero del suo trofeo mostrò il piatto alla commossa genitrice, la quale, dapprima sbigottita, fece un sorriso forzato analizzando l'oggetto e concluse rapidamente con qualche commento di circostanza sulla qualità della lavorazione. Poi nella sua testa si accavallarono perplessità, stupore, incredulità e preoccupazione per quella passione sconosciuta del proprio amato pargolo. Il tutto mentre i frattelli si pisciavano sotto dalle risate. E fu così che da qualche parte nascosto in un angolo buio di una qualche credenza, in quella casa si può ancora ritrovare un piatto di porcellana fine con l'effige del Fuhrer.
Location: al semaforo.
Passante Premuroso: Tutto a posto?
Progetto Ghiaia: Sì sì grazie non mi sono fatto nulla! Cavolo ho sbandato in curva!
PP: Curva? Ma se è 'n rettilineo!
PG: Deve essere stato l'asfalto bagnato!
PP: Ma 'ndo? Nun piove da na settimana!
PG: M'ha tagliato la strada... L'ho visto all'ultimo!
PP: Er marciapiede t'ha tajato la strada?
PG: ...
PP: ???
PG: Vabbè oh ma come se fa a mette sta cacchio de pubblicità della 3 proprio davanti a n'incrocio!!!
ps - non l'ho trovata su internet ma quando la vedete capite di cosa parlo!!!
Mi innamorai di Ezraz grazie ad un paio di Divini Divani...
Pablo, mi conquistò con il suo merchandising becero con la faccia di G.C. ...
Ilariar credo me la presentò Pablo, la scintilla scoccò col racconto su una festa di nani, o roba del genere...
E mi invaghii di Diablera quando mi donò un toast...
Con Astrosio fu più dura, un po' come le sigarette, che prima ti fanno schifo, ma dopo ci pigli in vizio... se non ricordo male l'occasione fu quella di un pozzo in cui si buttavano tutti... o forse il pangolino...
Di Menzogna mi innamorai quando venne interrogata dal prof di veterinaria sui cavalli roani
E ad attrarmi di Pillow fu un dialogo tra le mutande... e la topa...
Di robo mi fece impazzire il concorso "Trova il Robo"...
Mentre di Ninna mi innamorai quando mi presentò il Gatto Berto Filiberto...
Conobbi Fiodor, quando uscirono i quadri della Cate e mi piacque immediatamente...
Jh21 ed Andespo fecero tutto loro... e a volte mi sento in colpa...
Il Sogliola lo incontrai poco tempo fa alla festa di complenno di Nakata... personcine a modo...
Siviglia faceva il direttore del coro e rimase stupito quando lo salutai alla fermata dell'autobus...
Mi raccomando ora non facciamo che ci rivediamo tra altri vent'anni...
Erto era un piccolo paese abbarbicato sulle montagne. La giunta comunale un bel giorno pensò che per combattere lo spopolamento occorreva investire sui giovani e dare vita ad una seria politica giovanile. Per questo si chiese un apposito finanziamento regionale, si scavò la montagna per costruire un ampio terrazzamento e si realizzò il primo campo da calcio di Erto.
Dopo un primo momento di entusiasmo però i ragazzi cominciarono a protestare perchè ogni volta che il pallone superava la recinzione toccava farsi una quarantina di chilometri per andare a recuperarlo a valle. Durante un acceso consiglio comunale il sindaco venne attaccato da: "Ma che idea del cavolo! Bisogna usare la testa quando si usano i soldi dei cittadini! Come si fa a costruire un campo da calcio in un paese che si chiama Erto!"
Capito l'errore la Giunta si riunì quel giorno stesso e deliberò che il Comune cambiasse nome e si chiamasse Piano... e le palle continuarono a rotolare a valle.
Morale: se ti cascano le palle puoi provare a risolvere la cosa a parole, ma l'unica soluzione è che te le vada a raccogliere da solo!