comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
L'uomo scrive perchè sente la necessità di esprimere l'immensità che è dentro il suo animo e che lo rende universo...
E che volete da me... si parla dell'uomo, mica di me!!!
Di tutto ciò che ho imparato dal praticare (male) i tanti mestieri che ho affrontato per pagarmi le vacanze estive, l'ingegner Melanzana non mi ha insegnato proprio nulla.
L'Ingegner Melanzana era un inetto dalla testa a forma di melanzana. Il padre faceva il vetraio, lui si era laureato in ingegneria e aveva aperto una società di infissi. Il fratello invece - che era rimasto ignorante - aveva aperto una impresa di controsoffitti. Il Melanzana non tralasciava mai di sottolineare quanto lui fosse ingegnere. Non capiva una cippa di infissi e tutta la gestione dell'azienda era lasciata al mastro-infissarolo tal Mario... o Marco, ma lui era ingegnere e questo faceva la differenza. Arrivava in officina alle 10.00, sgridava il povero Jumanji per come aveva parcheggiato il furgone poi giocherellava con la calcolatrice e si metteva al telefono con la sua millantata fidanzata, ma Mario... o Marco sosteneva fosse una Malese di cui si era innamorato in un suo tour sessuale nel sud est asiatico. Il Melanzana era molto amico di Cogolino un fascista novantaduenne che faceva il grattacheccaro e che il Melanzana sottopagava a nero per farsi costruire i controtelai, ma questo non centra. Un giorno il Melanzana mi prese in disparte e mi mandò dall'altra parte del palazzo a controllare che i vigili non multassero la sua Accent in doppia fila. Ovviamente impiegai il tempo facendo molte cose, nessuna delle quali comprendeva il controllare la presenza di vigili, che puntualmente vennero e multarono il perfido ingegner Melanzana. Accortomene, con noncuranza accartocciai la multa e candidamente tornai a far diverse cose, nessuna delle quali comprendeva il controllare la Accent.
Ora, quando Minosse sarà chiamato a giudicare l'Ingenger Melanzana e mi chiederà una testimonianza come persona più vicina a quell'uomo io risponderò: "Delle poche cose che ho imparato in questa vita, l'ingegner Melanzana non mi ha insegnato proprio nulla!".
E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia aveva da dire sull'ingegner Melanzana.
Se proprio Dio le cose le voleva fare precise, ci doveva mettere una bella colonna sonora alle nostre vite. Me ne sono reso conto guardando i telefilm. Cavolo me ne stavo lì stravolto sul divano a sorbirmi inedentito una di quelle serie dove succedono cose gravissime e i personaggi sanno sempre cosa dire e cosa fare e mi è venuta l'illuminazione. Cioè quelli fanno sempre la cosa giusta perchè c'hanno la colonna sonora adatta. Questa potrebbe essere la chiave per migliorare enormemente le nostre vite. Immaginatevi la scena stai correndo in macchina o in moto beato e spensierato quando ad un certo punto senti un quartetto d'archi che inizia una melodia tesa e ritmata di note gravi... Subito capisci che stai per fare il botto e allora rallenti e ti salvi... Oppure stai ordinando qualcosa al mac Donald e senti una musica dolce ed armoniosa con un canto soave e allora capisci che quella bella cameriera è l'amore della tua vita e trovi il coraggio di chiederle di uscire e poi te la sposi e vivi felice per il resto dei tuoi giorni... Oppure sali sull'autobus senza biglietto e improvvisamente la musica aumenta il tempo ed entrano i tamburi e allora capisci subito che lì su quell'autobus ad accoglierti c'è il controllore e ti eviti multa e fuguraccia... Oppure si adolescente e pieno di problemi e le ragazze non ti cagano e c'hai pure la colonna sonora sfigata e melanconica che ti spinge al suicidio... ecco magari qui ti incacchi un pochetto... vabbè comunque se Dio voleva fare le cose fatte bene ce la doveva mettere la cononna sonora... ho detto!!
Ammazza oh che bell'amici che siete... Cioè io potevo pure essere finito sotto una macchina, essere in prigione, essere affetto da malori tremendi e sconosciuti, essere entrato in seminario o venduto come schiavo del sesso a turisti tailandesi... ma a voi proprio non ve ne frega nulla eh?
Vabbè comunque il fatto è che in queste settimane sono impegnato con la tradizionale fiera della Ghiaia che porta via gli anni migliori della mia vita, ma che dovrebbe terminare il 25 di maggio ovvero la settimana prossima. Da allora in poi prometto solennemente di tornare a visitarvi e ad imbrattare queste pagine virtuali...
Vi amo... bancari!
p.s. Per tutti color che si receranno alla tradizionale fiera della Ghiaia mi troveranno seduto in una stanzetta buia del padiglione 8
Tra le molte difficoltà che si incontrano a crescere in una famiglia numerosa vi è l'attenzione alla spesa. La preoccupazione per il bilancio familiare, infatti, reprime qualunque velleità consumistica dei giovani pargoli, che - come è noto - sono tra i migliori clienti delle multinazionali. Ricordo ancora con dolore lo strazio di non poter avere della nutella vera a tavola ma solo della volgare spalmella, o di non poter giocare con i master originali, ma con vili surrogati, o peggio ancora di doversi lavare i denti con il Pepsodent, l'unico dentifricio che per tutti gli anni Ottanta e Novanta ha continuato ad essere venduto nel tubetto di latta. Avrebbe dovuto sapere di menta, il Pepsodent, e invece aveva un sapore disgustoso. Anche la consistenza della pasta non era quella dei dentifrici che si vedono nelle pubblicità, ma era tutto granuloso, fastidioso, irritante! Non faceva schiuma, il Pepsodent, e la maggior parte delle volte rimaneva compatto e ti cascava dallo spazzolino, costringendoti a missioni di recupero sul bordo del lavandino o, peggio, sulle piastrelle del pavimento. Tanta era la nostra acredine nei confronti del Pepsodent che ogni volta che dovevo lavarmi i denti impugnavo saldamente il tubetto e lo squizzavo con vigore stringendolo nel pugno e rendendolo inservibile per coloro che sarebbero venuti dopo di me.
Unica cosa buona del Pepsodent era che finiva molto in fretta... Poi in realtà scoprimmo che mia sorella era solita spremerlo tutto nella tazza del cesso...
Morale: risparmiare sul dentifricio non è un modo efficiente, nè sostenibile per far quadrare i bilanci familiari!