progettoghiaia

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Progetto Ghiaia Esiste

Utente: progettoghiaia
Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana

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ma non dite che non vi avevamo avvertiti

 
 
venerdì, 28 settembre 2007
Invidia (non l'insalata, quell'altra)

Ci sono dei blog nati apposta per smarronare i lettori. Maròòò che palle, sempre a piangersi addosso, a raccontare quanto so tristi e du palle... E te che passi lì e che -miserello -vuoi solo un piccolo commentino in più sul tuo post che già ti prefiguri premiato con il premio pulizer, ti tocca pure commentarlo al post smarronatore, con frasi stracotte, melense e un po' lecchine... Ufff... Tu usi il blog per scrivere minchionerie e aumentare il tuo ego già smisurato e invece ti tocca spararti sugli zibbidei co le storie tristissime di vite ancor più tristi... Ufff...
...
Il dramma vero, però, è quando ce l'avresti tu le storie con cui stracciare le palle agli altri!!!
Dio che invidia!

Postato da: progettoghiaia a settembre 28, 2007 13:54 | link | commenti (9) |

lunedì, 24 settembre 2007
XII

Gennaio è un vecchio con la palandrana e le dita ossute
Febbraio ha le guance piene e parla sputazzando
Marzo s'è comprato un vestito nuovo, l'elegantone
Aprile è sempre allegro, ma c'ha quella malinconia che solo gli innamorati conoscono
Maggio è un ricco ritondo e rubizzo, un po' spilorcio a volte, per lo più lo vedi seduto a tavola che mangia con le dita unte
Giugno è un ragazzotto vispo, con i pantaloni al ginoccio e un cappelluccio di paglia
Luglio è alto e dinoccolato si guarda intorno con un'aria un po' sciocca, ma sa il fatto suo
Agosto è l'imperatore
Settembre e segaligno, con i dentoni in fuori e la faccia lunga, ride settembre e va a braccetto con Ottobre
Ottobre è cicciotto, simpatico e giocherellone e ha deciso di farsi cresecere la barba
Novembre sta male si è un po' trascurato
Dicembre è il Papa e li mena a tutti per il naso!

Postato da: progettoghiaia a settembre 24, 2007 16:04 | link | commenti (10) |

mercoledì, 19 settembre 2007
Lezioni di ghiaia: Economia

Cioè è inutile che ora venite a pinagere da noi, cari magnati della finanza britannica ed internazionale. E' inutile che veniate nei nostri Tg a raccontraci di come la vostra banca, tanto solida, si sia afflosciata tragicamente sulle proprie caviglie d'argilla. Noi attenti e diligenti custodi della memoria culturale contemporanea lo sapevamo già da anni come sarebbe andata a finire. Possibile che la storia non vi abbia insegnato proprio nulla? Come molti oculati osservatori e studiosi del fenomeno sanno, già ad inizio secolo, infatti, le istituzioni bancarie inglesi furono protagoniste di un brutto crack finanziario per colpa di Michael Banks, un ragazzino di 9 anni che per comprare del mangime ad alcuni piccioni ritirò i propri risparmi, generando un'ondata di panico immotivato che portò all'insolvenza della Banca di Londra... Possibile che a nessuno sia venuto in mente che per risolvere questa crisi, come allora, basterebbe farsi un giro per i fumosi tetti della capitale del Regno Unito insieme ad una torma di fuliginosi spazzacamini, canticchiando supercalifragilistichespiralidoso???
Ma che le dobbiamo risolvere sempre noi ste benedette crisi internazionali???

Postato da: progettoghiaia a settembre 19, 2007 14:08 | link | commenti (9) |

mercoledì, 12 settembre 2007
Recensioni di Ghiaia: la nottebbianca

Porca pala c’ho messo na cifra a scrive sto post perché ancora me sto a ripijà dai bagordi della nottebbianca. Ve dirò che stavolta m’è proprio piaciuta, mica come quella der primo anno che se semo ritrovati tutti sotto l’archi de piazza della Repubblica senza l’elettricità a fa la ola come cojoni e poi a tornà a casa a piedi perché la metro era senza luce e raccontà agli amici: “Ao nun puoi capì che figata! È stato un momento maggico ao ce dovevi esse!” Mica come quella vorta nono. E nemmeno come la seconda vorta che semo andati praticamente tutta Roma a vedè er circo dù Solè a Piazza de Spagna e dato che aveva piovuto tutto er pomeriggio e gli acrobati dù Solè c’avevano paura de camminà cor biciclettino sul filo bagnato e hanno annullato tutto e allora noi romani per nun rompece le palle se semo corcati de botte e hanno dovuto portà al prontosoccorso praticamente tutta piazza de Spagna dove c’era praticamente tutta Roma… e le ambulanze non passavano e pè passà dovevano mette sotto al gente e poi però chiamavano le altre ambulanze che non passavano manco loro e così via. E poi tutti a raccontà agli amici: “Ao nun puoi capì che figata! È stato un momento maggico ao ce dovevi esse!” Noo manco come quella vorta là. E nemmeno come la terza vorta che pioveva che Dio la mandava e io coll’amici mia semo andati alla festa della pizza. Ma pioveva na cifra e i forni erano tutti bagnati e i tavoli erano tutti bagnati e le pizze erano tutte bagnate e ce le hanno regalate perché eravamo gli unici che se le magnavano. E semo rimasti lì tutta la notte e il giorno dopo l'abbiamo racconato a tutti: “Ao nun puoi capì che figata! È stato un momento maggico ao ce dovevi esse!”. Manco come quella vorta lì. E manco come la vorta dopo che invece stavo solo come un cane e so rimasto a casa e m’è pijata la depressione che stavo per chiamà er servizio pe i vecchi de Walter che ce fanno na cifra de servizi al TG e se c’hai culo può esse pure che magari chiami e te viene Walter a casa tua a portarte la spesa perché il TG deve fa un servizio. Che però quella vorta nun l'ho mica detto agli amici. Dicevo manco come quella vorta là. Stavolta me so proprio divertito. C’erano un sacco de concerti e un sacco de spettacoli tipo de quelli che strusciavano sull’acqua saponata o i violinisti appesi alla gru che suonavano sti violini a ducento metri d’altezza e sembravano tutti contenti, ma se vedeva che se stavano a cacà sotto dalla paura perché tutti da sotto je muovevano la gru. E poi, indimenticabili, le palle der Circo Massimo. Immagginateve er Circo Massimo pieno de palle che s’illuminano e s’accendono de tutti i colori che te vengono in mente. Ma tipo un mijardo de palle, tipo tantissime palle che manco le rieschi a vedè dove finiscono, nà cifra de palle. Nu se potevano contà! Bellissimo, da paura, un sogno! L’ha detto pure Walter, e pura la guida lo diceva tipo che mo non ricordo le parole precise ma erano tipo: “Ao annatece ar Circo Massimo che è fico e se ce state a provà con na pischella portatece pure lei, che ve la da subbito…!” Ao nun potete capì che figata! È stato un momento maggico ao ce dovevate esse!

Voto: tante tantissime palle, na cifra de palle che manco se le metti ar Circo Massimo ce stanno tutte (vabbè magari lì sì però...)

Postato da: progettoghiaia a settembre 12, 2007 18:38 | link | commenti (7) |
recensioni di ghiaia

venerdì, 07 settembre 2007
Sto a ròta con Nonno Ugo

Dopo il tornado Tangentopoli e la disfatta della vecchia avanguardia politica del Pentapartito diversi personaggi decisero che era giunto il momento di caricare sulle proprie spalle l'onere ed il fardello della res publica, per difendere i privilegi acquisiti e continuare ad alimentare il proprio patrimonio e, se possibile, ad aumentarlo. Molti di questi erano delle vere e proprie parodie dell'Homo novus, avanzi di orchestrine jazz che avevano fatto i soldi nell'epoca del boom eceonomico e che avevano visto lievitare i propri affari grazie a mai ben chiarite connivenze con la classe dirigente politica. Molti di questi sono ormai personaggi dimenticati, caduti in digrazia  buoni solo a fare la gioia di qualche blogger in cerca del  plauso della rete, ma lui no. Anche se non venne eletto a nessuna delle due tornate elettorali a cui si presentò, Nonno Ugo rimane ancora oggi nel cuore di molti suoi concittadini e il manifesto elettorale in cui viene ritratto insieme a Deborha con la sua idimenticabile tutina-pigiamino celeste, su sfondo rosa, troneggia ancora dalle parti della via Salaria, forse un po' sbiadito, ma emblematico vessillo dello splendore che un giorno fu la città del Mobile Rossetti. Che dire se non: "Nonno Ugo è il nonno più buono del mondo! EVVIVANONNOUGO!"

i

Postato da: progettoghiaia a settembre 07, 2007 15:28 | link | commenti (11) |
i favolosi anni ottanta

giovedì, 06 settembre 2007
Ancora su Nonno Ugo

Cavolo a me sta roba mi ha sbomballato di brutto... Le ultime giornate lavorative le ho passate a scarrellarmi tutti i rimandi di google a "Nonno Ugo Rossetti" e a tutta l'allegra combriccola che faceva parte di quel magnifico carrozzone multicolor che era la Città del Mobile Rossetti... 21.000 link solo su Nonno Ugo, blog, ricordi di vecchi affezionati come il sottoscritto, recensioni, biografie non autorizzate, video, immagini e persino un articolo di giornale del Manifesto, che snocciolano con precisione maniacale notizie e dati, riferimenti biografici e aggiornamenti ultrarecenti... Chi era tizio, cosa fa oggi... Che malinconia... Cosa potrei aggiungere ad una così ben completa disamina dell'argomento? Proprio un bel nulla! Eppure non posso resistere, devo comunicare ciò che so, ciò che sento, devo dare il mio contributo a per quanti, storici, biografi, agiografi ed eventuali evangelisti, vorranno in un futuro ripercorre le tracce lasciate dal grande Nonno Ugo. Il mio non vuole essere un resoconto storico, ma la trscrizione di ciò che quel meraviglioso mondo patinato mi ha lasciato. Orbene! Si cominci!

Moana Pozzi - in rete si legge che il marketing di Nonno Ugo all'inizio era indirizzato agli adulti, con il coinvolgimento di belle e smaliziate fanciulle tipo la allora sconosciuta Moana, e solo dopo si indirizzò al puerile pubblico. Tuttavia  ricordo distintamente che la canzoncina che Moana intonava seminuda mentre si strusciava addosso ad infoiati padri di famiglia la cantavamo con il Totaro quando era già iniziata l'epoca degli scherzi telefonici, e quindi eravamo almeno in quinta elementare, mentre la saga della Città del Mobile era iniziata almeno cinque anni prima. Il testo della canzone di Moana, che veniva presentata dallo stesso Nonno Ugo come la "donna più bella del mondo" era il seguente: "Le cosce e il mio sedere io vi farò vedere e uomini e ragazzi di me saranno pazzi!", io e il Totaro la utilizzavamo come sigla di apertura dei nostri scherzi, che subito dopo prosguivano con un testo in cui, con le debiti varianti, ci fingevamo Moana Pozzi e invitavamo l'interlocutore a CIUCCICCHIARE alla Città del Mobile, al chilometro diciannoveesseicento della via Salaria.

Deborha - anche in questo senso Nonno Ugo bruciò tutte le tappe e propose a noi bambini di tutte le età un nonèlarai ante litteram che ruotava interamente attorno alla figura di Deborha Rossetti, "la bambina più bella del mondo" nonchè nipote di Nonno Ugo. Scoperto lo straordianrio talento di Deborha ed anche il riscontro che otteneva, probabilmente più tra i laidi pedofili della Roma bene, che tra i ragazzini, le televendite della Città del Mobile per un certo periodo divennero un vero inno alla bimba, c'era la pubblicità videoclip in cui Deborha giocava con alcuni barattoli di vernice imbrattando se stessa e la stanza al ritmo di una canzone dei righeria... o dei Ricchi e Poveri mixata con la sua voce che ripeteva all'infinito: "sì sì sì Giallo! Sì sì sì rosso..." e così via e finiva con l'immancabile "EVVIVANONNOUGO!", poi c'era il musical che sulle note della flokroristica: "La domenica andano alla messa" metteva in scena un dramma verista sulle difficoltà di due giovani innamorati nelle campagne laziali di fine ottocento. In fine c'erano le feste domenicali alla Città del Mobile in cui Deborh veniva esposta come trofeo ambito ad osannare e venerare insieme a Pierino e al Pagliaccio Tata.

Uff che fatica... e non sono nemmeno a metà... domani continuo... scusate se è noioso, ma sento il bisogno di farlo

Postato da: progettoghiaia a settembre 06, 2007 17:23 | link | commenti (6) |
i favolosi anni ottanta

martedì, 04 settembre 2007
Poi dici che uno si droga

Nei favolosi anni Ottanta a noi ragazzini non erano lasciate molte scelte. Certo c'erano i cartoni della RAI, tipo Haidi o Goldrake, oppure c'erano i primi timidi passi del pupazzo UAN coadiuvato da una nobile spalla quale Piolo Bonolis che propinavano saghe femminee, ma avvincenti come Jenny la tennista o Lady Oscar, ma se eri un maschietto nei favolosi anni Ottanta non avevi scampo e ti dovevi assuefare al patinato mondo delle TV private. Qui nella Capital City ve ne erano un folto e nutrito manipolo, capeggiate da Rete Oro e Junior TV le sole a trasmettere i cartoni davvero fighi. Una gran goduria davvero quei pomeriggi passati ad osannare l'uomo tigre che strusciava gli occhi del nemico sulle corde del ring e tentare di replicare il salto della tigre con tua sorella, ma l'assuefazione si sa ha un prezzo ed il prezzo per i giovani maschi capitolini nei favolosi anni ottanta erano le ore durante le quali le TV non trasmettevano cartoni. In particolare la domenica mattina, probabilemnte per un ultimo bagliore di  falso pudore democristiano. Bene durante quelle interminabili mattinate eri costretto a sorbirti ore di pubblicità ingannevole e subdola, tra cui troneggiava incontrastato il re di tutti i tamarri laziali: l'impareggiabile Nonno Ugo, un arzillo settantenne propretario dellla Città del Mobile Rossetti al km 19 della via Salaria, il quale adescava bambini e genitori con il miraggio di mirabolanti feste domenicali durante le quali regalava giocattoli a profusione con l'ausilio dell'alcolico Pagliaccio Tata di Ovada e stuzzicava i giovani padri con gli spettacoli di un'ancora semi sconosciuta Moana Pozzi. Il tutto durante lunghissime telepromozioni dall'inconfondibile gusto kitch che tutti noi bambini sotto i dieci anni conoscevamo a memoria...
Poi Nonno Ugo venne arrestato per spaccio di droga, forse venne scagionato, forse no, ma quell'atmosfera magica non si ripetè mai più e noi, ormai privi del bello, dovemmo volgere le nostre attenzioni al Drive-in... ed è per questo che la mia generazione è stata falcidiata dalla droga!

Quanti volessero rivivere l'atmosfera magica di quegli anni, la troveranno qui

AGGIORNAMENTO... QUESTA ERA LA SIGLA! TI ENTRAVA IN TESTA E NON POTEVI FARE A MENO DI CANTARLA E CANTARLA ANCORA... E ORA VOGLIO SAPERE COME FARETE A DIMENTICARLA BWAHAHAHA!!!

Postato da: progettoghiaia a settembre 04, 2007 17:18 | link | commenti (10) |
i favolosi anni ottanta

lunedì, 03 settembre 2007
Brekin nius

Finisco di scaricare quarantacinque giorni di spam arretrati e sono subito da voi!!!

Postato da: progettoghiaia a settembre 03, 2007 09:17 | link | commenti (12) |