progettoghiaia

comunicare, nani, ballerine e pornostar

Progetto Ghiaia Esiste

Utente: progettoghiaia
Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana

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ma non dite che non vi avevamo avvertiti

 
 
mercoledì, 31 ottobre 2007
Overdose

Essere fissato da uno spilungo nausto vestito di verde, che mi ricorda gli anni delle medie passati assieme al mio amico Sepolcro. Osservare estasiato il manage a trois tra un nano ipertricotico con un vistoso maglione a losanghe arancioni e due ancelle ninfeggianti. Sbirciare nella busta di carta di Calzedonia di una giovane lavoratrice per carpire i segreti delle buste di carta che ogni donna porta con sé al lavoro. Ascoltare divertito la conversazione di un toscano che interloquisce al cellulare con una certa Messalina, accordandosi sull'acquisto di un costume da bagno all'Ikea. Contemplare i tic di un glabro personaggio con indosso un accostamento cromatico più ardito del mio, e provare una sorta di invidia. Assistere alla perfomance canora in pillole di una improvvisata cantante lirica avvolta in un foulard violetto pieno di frange e pelucchi...
Ho ripreso la metro dopo due anni di assenza...
Sono in overdose da esperienza da post!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 31, 2007 08:22 | link | commenti (6) |

mercoledì, 24 ottobre 2007
Il Mago Ornello e Paolone il Pistullone

Sono nato in un quartiere della periferia nella Capital City costruito nella prima metà degli anni Settanta e come qualunque cosa concepita in quel periodo storico anche il mio quartiere era intriso di ideologia: palazzi di otto piani con degli enormi porticati al piano terra. Chilometri di porticati che nell'ideologia del progettista sarebbero diventati moderne agorà in cui casalinghe e fanciulli si sarebbero ritrovati a chiacchierare attorno ad aiuole in cemento armato che avrebbero dovuto prendere luce attraverso il "chiusino" dei bagni, da raggi che brillavano otto piani più su. Inutile dire come, poi, nel favolosi anni Ottanta questi enormi porticati divennero di fatto il luogo di ritrovo di sbandati e tossici di ogni genere, nonché il parcogiochi di tanti giovani teenager come in sottoscritto, che ammiravano estasiati le opere artistico letterarie che sbandati e tossici (di cui sopra) lasciavano sui muri. Una di queste opere, proprio accanto al mio portone, raffigurava, con tanto di didascalia esplicativa, il "Mago Ornello che con il suo sì scassato si schianta contro un lampione della Salaria", mentre il suo amico, "Paolone il Pistullone", viene dall'urto proiettato in aria, in posa acrobatica. Questa icona mi ha accompagnato per i migliori anni della mia vita, contribuendo a creare ciò che io oggi sono e pensavo che avrebbe resistito imperitura nei secoli. Invece l'altro giorno passando di là ho notato la parete dipinta di fresco di un bel marrone scuro...
Ecceccacchio mo domani mi vado a comprare un secchio di tempera e mi metto a imbiancare le grotte dei paleolitici e vediamo come ci restano quelli lì!!! Eccheccacchio, bastardi insensibili!!!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 24, 2007 18:39 | link | commenti (8) |
i favolosi anni ottanta

lunedì, 22 ottobre 2007
Originariamente II

Qualche giorno prima dei Pangoccioli, Dio creò tutti gli animali, e disse "Popolate la terra e i mari e i cieli e scegliete un posto in cui potrete crescere e moltiplicarvi". Tutti si affrettarono a trovare una loro collocazione su questo mondo. I pesci furono ben contenti, di sistemarsi nei mari, nei fiumi e nei laghi che il buon Dio aveva loro messo a disposizione, e gli uccelli si accorsero ben presto che gli alberi erano un ottimo luogo su cui fare il nido e le creature terrestri di distribuirono ai quattro angoli del globo, ognuno trovando la propria casa: alcuni in pianura, altri in montagna, alcuni nelle paludi, altri nei deserti, alcuni nei boschi, altri nelle steppe o nelle praterie.  E Dio vide che era cosa buona e giusta. Poi volse lo sguardo da un lato e si accorse che il gatto non si era mosso, e si stava strusciando contro le sue onnipotenti caviglie... E allora Dio creò il Divano e disse al Gatto "Tu lo chiamerai casa, ti ci acciambellerai e ti ci farai le unghie alla faccia di quell'idiota del tuo padrone!"
E così fu!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 22, 2007 18:05 | link | commenti (13) |

venerdì, 19 ottobre 2007
Originariamente

Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e si sdraiò beatamente sul divano. Passò qualche istante... Poi Dio cominciò a guardarsi intorno con circospezione... Si alzò dal divano... Andò in cucina ed aprì la credenza... Deglutì in vistoso imbarazzo... Controllò anche nei pensili più in alto... Magari nel frigo... Alla fine concluse che se li era dimenticati... Buttò uno sguardo in giro, assicurandosi che nessuno guardasse... E...
Il settimo giorno Dio creò i pangoccioli... E vide che era cosa buona e giusta e benedisse il settimo giorno...

Postato da: progettoghiaia a ottobre 19, 2007 08:39 | link | commenti (5) |

mercoledì, 17 ottobre 2007
Di quando mi guadagnavo il pane: quinta puntata

Capitò un giorno che ad un’amica di un’amica di mia sorella chiedessero di presenziare ad un evento di marketing in piazza, in favore di una non meglio precisata organizzazione per ciechi o roba simile, sponsorizzato dalla FIAT, e giustappunto costei invitò mia sorella e l’amica comune ad accompagnarla in questa giornata lavorativa. Arrivate sul luogo dell’appuntamento con un leggero ritardo, le tre trovarono un bel tomo incravattato intento ad edùcere tre bionde stangone dalla coscia voluttuosa.
“Ci manda il Sig. Xxx” disse l’amica dell’amica, “Siamo le assistenti per l’evento!”
“Come!” esclamò sorpreso il Tomo, “E allora voi chi siete?” disse rivolto alle stangone.
“Noi siamo le hostess della Fiat!”.
“Porc putt!” Pensò tra se e sé il bel Tomo, confrontando le topone della FIAT con le tre ragazze frikkettone che gli si erano parate davanti. Riflettè qualche secondo poi apostrofando mia sorella e le amiche disse: “Ok voi rimanete qui, vicino ai ragazzi della consolle, che io finisco il briefing con loro!” Poi scomparve senza tornare mi più.
Passarono le ore, la gente si accalcava curiosa attorno alla nuova 500 chiedendo informazioni, le tre frikkettone all’inizio provarono a farfugliare mezze frasi sul fatto che loro erano lì per promuovere la casa dei ciechi e via dicendo e che la FIAT era solo uno sponsor, ma alla lunga si stancarono e cominciarono a dispensare dettagli tecnici sul gioiellino di casa FIAT, inventandoli di sanapianta, mentre i ragazzi alla consolle bevevano birra.
Poveri ciechi!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 17, 2007 17:15 | link | commenti (7) |
di quando mi guadagnavo il pane

giovedì, 11 ottobre 2007
Il Tifo nella Capital City

Ho amici il cui più grande sogno è quello di diventare miliardari per comprarsi la Lazio e cambiarle nome in... Rometta...

Postato da: progettoghiaia a ottobre 11, 2007 08:58 | link | commenti (10) |

lunedì, 08 ottobre 2007
L'Otto Ottobre

A dire il vero questo post l'ho pensato qualche giorno fa... Per essere precisi, due giorni fa... Due giorni fa questo post avrebbe avuto senso... Due giorni fa sarebbe stato un ottimo post... Oggi no... L'otto Ottobre non ha particolarmente senso infatti... Cavolo vuoi mettere l'Otto Ottobre col Sei di Ottiobre... Il Sei Ottobre sì che è una data che merita di essere ricordata e segnalata in un post... Io ricordo con precisione tutti i Sei Ottobre da ventinove anni a questa parte... Li ricordo distintamente... Potrei quasi dirvi dove ero orgni Sei Ottobre di questi ultimi 6 lusti... Cioè che belle giornate... Veramente il Sei Ottobre uno si sveglia e dice "Oggi è la giornata più bella di tutto l'anno!"... L'Otto Ottobre, invece non succede nulla di tutto ciò, nessuno si ricorda dove era ad esempio l'Otto Ottobre del 1978... Il Sei Ottobre invece sì... Io ad esempio alle sei precise della mattina del Sei Ottobre del Millenovecentosettantotto ero in una sala Parto del Gemelli, faceva un freddo cane, e non mi ricordo bene perchè, ma ero tutto nudo, e mi apprestavo ad imprziosire il mondo della mia presenza!!!
Ah che bella giornata il sei ottobbre... l'Otto no, il Sei sì!!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 08, 2007 17:52 | link | commenti (13) |

venerdì, 05 ottobre 2007
Sulle spalle e l'ortografia

Una volta scrissi una lettera d'amore dicendo che ero rimasto stregato... Ma la mia completa ignoranza e demenza digitativa mi fece scrivere che ero rimasto "stergato" ossia senza terga. La destinataria allora pensò che non avessi più le spalle magari, chessò, a causa di una dolorosa operazione a seguito di un grave incidente, e un po' schifata non mi lasciò crogiolare nel mio brodo.

E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire circa le spalle e l'ortografia!

Disclaimer privacy
Nomi cose e città contenuti in questo testo potrebbero essere elementi della fantasia di chi li ha pensati e scritti. Se vi sentite chiamati in causa non siatelo!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 05, 2007 08:47 | link | commenti (16) |

mercoledì, 03 ottobre 2007
'A livella

Come quando la sera ti attardi in ufficio per finire di sistemare alcune cose, e appena prima di andare via, dopo aver già sistemato borsa e cappotto, ti prende lo stimolo e allora pensi: "Massì, la faccio qui, che sennò me la devo tenere per tutto il tragitto!". E allora ecco lì che ti sfoghi e ci dai sotto, e magari ti viene anche da cantarellare tra uno sforzo e l'altro e te ne stai lì beato quasi una ventina di minuti a goderti tutta per te quella fantastica privacy da capoufficio nel cesso del suo ufficio. Solo che come spesso accade, prima di inziare a lavorare ad un progetto, non hai controllato se avevi gli strumenti e le risorse necessarie per portarlo a termine... In particolare noti tragicamente l'assenza di una risorsa fondamentale: la Carta!!!
Timidamente apri la porta e chiami aiuto e chaimi con voce sempre più forte e attanagliata dalla paura, e ti viene miracolosamente incontro l'ultimo dei tuoi impiegati che si era attardato anche lui giusto per scrivere l'ultima minchioneria sul suo blog, vorresti baciarlo, ma ovviamente la posizione non è tra le più comode, senza parlare dell'odore. Lo mandi giù al tabaccaio a comprare un pacco di fazzoletti e non la semtti più di ringraziarlo per quel provvidenziale intervento.
Ecco come quella volta lì solo che invece del Capoufficio tu sei l'impiegatuccio!

La cacca è 'na Livella!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 03, 2007 19:37 | link | commenti (6) |

lunedì, 01 ottobre 2007
Di quando mi guadagnavo il pane: quarta parte

E fu così che diventai libraio. Era sempre stato il mio sogno lavorare in una megalibreria. Lavorare nel settore scolastico di una megalibreraia. Lavorare nello sgabuzzino del settore scolastico di una megalibreria. Era sempre stato il mio sogno. Eravamo divisi in due categorie i fighi e le mezzemmerde. I primi erano detti anche carne da macello,  venivano spediti al fronte. Ogni giorno era una guerra: il bancone come una trincea, da una parte i fighi dall'altra una marmaglia irrequieta talmente vasta che non la si poteva contare proveniente da ogni angolo della Capital City e a volte anche dai confini lontani della regione. La marmaglia brandiva le liste di libri preparata dai professori. I fighi dovevano prenderle e sparire all'interno del complicato reticolo di scaffali dell'usato e reperire il maggior numero possibile di testi. Ovviamente la maggior parte delle volte tornavano a mani vuote rischiando ogni singola volta di essere assaliti alla gola dalla marmaglia che avrebbe commesso le peggori atrocità per un "Sapegno" a metà prezzo. La libreria era un campo di battaglia. La marmaglia esigeva lo sconto. I libri usati erano sempre meno frequenti. Quelli nuovi sempre più costosi. Le file sempre più lunghe. Le giornate sempre più interminabili.
Le mezzemmerde, invece, che non possedevano nè lo charme, nè le capacità intellettive necessarie a  svolgere le mansioni dei fighi venivano relagati negli antri buii della libreria a deprezzare e riprezzare testi usati, girando interminabilmente per i corridoi con i carrelloni pesanti pieni di volumi, al riparo dalla marmaglia che si accalcava bramosa di quel prezioso contenuto stipandosi contro le reti metalliche di protezione.
Lavorare nello sgabuzzino del settore scolastico di una megalibreria era sempre stato il mio sogno!

Postato da: progettoghiaia a ottobre 01, 2007 18:23 | link | commenti (4) |
di quando mi guadagnavo il pane