comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Boccia si chiamava Paolo. Tuttavia la gente lo chiamava Boccia primo perchè era un nome più figo, secondo perchè aveva un capoccione gigantesco, ma propprio fotonico, che tipo non gli entrava nessun casco integrale e doveva andare sempre in giro con una scodelletta fissata in cima alla zucca ed ogni volta che la municipale lo fermava gli faceva la multa.
Boccia suonava la chitarra molto male ed era solito affittare la saletta prova del centro sociale di riferimento per due ore e provare, per due ore, il repertorio dei Nirvana.
Boccia fu anche uno dei primi dei miei amicucci ad avvicinarsi alle droghe leggere ed assunse fin dalla tenera età il ruolo di fornitore.
Fu sempre lui a compiere il primo viaggio nella mitica Christiania a Copenhagen e a riportare mirabili racconti di quelle terre fantastiche.
Fu ancora lui a diffondere un particolare modo di rollare, che prevedeva lo sbattere la canna sul quadrante dell'orologio. Boccia, proprio in riferimento a questo, aveva anche coniato il simpatico motto: "Questo orologio ha battuto più canne che minuti" diceva mostrando lo swatch. Lo ripeteva spessissimo. Una volta lo ripetè ad un poliziotto in borghese e lo portarono al gabbio.
E questo è tutto quello che Progetto Ghiaia ha da dire sul suo amico Boccia.
P.s. Nel caso in cui la mamma di Boccia stia leggendo queste righe volevo precisare che l'ultima affermazione è falsa e che quella notte Boccia dormì a casa mia!
Ieri c'era Ritorno al Futuro
allora mi sono comprato dei levi's!
- Ammazza oh te sei fatto er Bleccheberri!
- Ma sai che c'è? Io manco me lo volevo fa, però sai... Cor mestiere che faccio!
- Embè certo è come avecce l'ufficio sempre dietro!
- Eccerto, ma poi te l'ho detto... Io manco me lo volevo fa... Ma cor mestiere che faccio!
- Ma guarda che lo so! Te leggi le mail, navighi co gùgol!
- Si infatti pe quello è comodo. Guarda che però se nun era per il mestiere che faccio...
- E 'nfatti me sa che è na gran bella rottura del palle eh... Stai sempre lì che te cercano!
- Ecco lo vedi... Er fatto è quello... Però che fai? Nun te lo compri? Resti fuori dar monno, dar progresso?
- Bhe nun te lo puoi permette... cor mestiere che fai poi...
- Eh-e lo vedi...
- Sì, ma scusa che mestiere è che fai te, me me l'avevi detto ma me so dimenticato?
- Er cocommeraro!
-Ah, me l'avevi detto... infatti!
Location, davanti alla macchinetta del caffè, Progetto Ghiaia parla con una collega di alcune voci che girano nell'ufficio .
Progetto Ghiaia: Hai sentito, probabilmente prendono uno stagista!
Colleguccia: Davvero? Chi te lo ha detto?
PG: No, non me lo ha detto nessuno, ma mi è sembrato di capire che presto ci sarà qualcuno a cui sbologneranno tutti i lavori più pallosi! Eheheh!
Colleguccia: Ah Ah Ah, sei perfido! Ma scusa dove lo mettono?
PG: Guarda non è chiarissimo, ma ho sentito il capo che diceva che sarebbe stato nella nostra stanza!
Colleguccia: Ammazza ma come fate a entrarci? Poverini... Ma dimmi di più! E' maschio o femmina?
PG: Ne parlavano al maschile!
Colleguccia: Mmm... Maschio, nella tua stanza... Sei sicuro di non essere tu? Ahahahahaha!
Pg: Ahahaha... ah... ah... ehm... Oh cazzo!
Spinto dalle molte richieste inizio sta rubbrica per buongustai e amanti der turismo raffinato, che nun sanno ndo' passà le vancanze. Ecco i consigli che un esperto buongustaio e amante der turismo raffinato come a voi, ve mette a disposizione. Iniziamo cor Castello de Nerola a Nerola.
Er Castello de Nerola a Nerola sta a Nerola, appunto, che è un paesetto, sopra alla Capitale, che se può raggiunge collo scooter, oppure bho, tipo colla macchina, ma però la macchina ce la dovete avè, e io nun cell'ho. A Nerola non è che ce potete passà per caso, nono, la dovete proprio cercà sulla mappa e dì, "Aho oggi me ne voglio andà ar Castello del Nerola a Nerola!", perche per caso ve garantisco che a Nerola nun ce passate... Garantito! E magari è mejo se v'invitano, perchè er Castello de Nerola a Nerola è tipo n'hotel a 5 stelle, e me sa che costa un botto, ma tanto io so annato a scrocco della Guida der Gambero de Ghiaia chemmefrega!
Comunque er Castello è figo, è pieno de alabarde e robba vecchia che la castellana ha raccattato alle aste de beneficienza e messo lì per sollazzare i riccastri e gli sfigati che vengono invitati ai convegni dei riccastri, però le stanze so' scaruse, spece se te mettono ner villino... Er villino è un nome figo, ma vordì che stai fuori dar castello e la notte rischi de rimanè intrappolato ner fossato perchè nun trovi er pulsantone per aprì er cancello elettrico, e poi te viene da piagne e già pensi che passerai tutta la notte ner fossato rincattucciato su un pietrone der 1200, quando per fortuna verso l'una e mezza escono i camerieri colla macchina e te te ce accodi! Comunque, dicevo, le stanze so un po' scrause e so arredate tipo coi mobbili der 1200. I televisori c'hanno tipo tremila canali, ma su tutti se vede Raiuno in bianco e nero, che te fa vedè pure i firm in bianco e nero, tipo la cittadella e gli sceneggiati co Ritapavone degli anni Sessanta. La cena è medioevale, ma soprattutto è gratis (sempre se ce vai come ospite, sennò me sa che costa na cifra) e pe l'antipasto ce sta na tizzia che suona l'arpa e t'allieta metre te te sfonni de pizze rustiche e percorinio medievale... MMM
Voto: quattro cappelli da cuoco!
ps... ah dimenticavo er bidè è incoprorato ner cesso, che quando stai lì, ner momento der bisogno, vedi accanto a te na levetta e la giri e incredibbilmente te senti uno sciabordìo benefico e sciacquettante a tutta la struttura sottostante... Cioè che vita che fanno sti riccastri nei castelli medievali!
Mi innamoro spesso, anzi quasi sempre... Mi innamoro almeno una volta al giorno... In alcuni giorni particolarmente romantici, sono capace di innamorarmi anche due o tre volte.
Mi innamoro così spesso che una volta mi innamorai di una hostess. Non era come le altre, era splendida nella sua orribile divisa blu con i bordoni verdi, e le calze bianche e le scarpe nere. Non aveva l'atteggiamento algido tipico delle hostess, ma aspettava paziente in un cantuccio, con le mani dietro la schiena, dondolando lievemente il busto di tanto in tanto e camminando in punta dei piedi per non far ticchettare il tacco e disturbare la platea in sala. Delle altre non mi innamorai, ma di lei si. Passai la mattinata ad osservarla. Aveva il mento pronunciato e già mi immaginavo la nostra vita assieme e la felicità raggiunta da marito di hostess. "Lei signore?" Mi fece ad un certo punto avvicinandosi conturbane. Diamine... Lei cosa? Che mi stava chiedendo? Mi sembrava di essere il soldato Joker di full metal Jacket quando il tenente istruttore gli chiede: "E tu che scusa hai?" "Signore! Scuse di cosa Signore?"...
Deglutii, cercai comprensione negli occhi delle persone accanto... "Ehm... Quale è la domanda?" feci io memore delle interrogazioni di latino del liceo.
"L'espresso!" disse lei sgranando gli occhi come se si rivolgesse ad un celebroleso.
"EH??!!??" feci io fingendomi ebete, dopo essermi accorto della tazzina che teneva in mano e che mi stava porgendo e lei fissatomi... mi odiò e mi schifò. Non sarebbe mai stata l'hostess della mia vita!
Mi innamoro spesso e la maggior parte delle volte mi fingo ebete per evitare figure di merda!
Nel giorno in cui si esce dai venti e si entra nei trenta ho il piacere di presentarvi un cartello che si può trovare esposto nella maggior parte degli ascensori dei condomini della capital city.
Vabbè, non proprio nella maggior parte... in alcuni...
Vabbè questo è un cartello che qualche solerte condomino ha esposto nel mio ascensore...
Buon compleanno a tutto coloro che festeggiano oggi!
Mall'animaccia vostra e de tutti quelli che me dicono che me devo andà a vedè i firm culturali. Infatti questo è un firm storico che parla de sta famija mezza sgangherata co sto papà de Giovanna, appunto, e co Giovanna che è la figlia del papà de Giovanna. Poi c'è anche la madre de Giovanna, ma quella nun conta na ceppa, e infatti nun l'hanno messa manco ner titolo. Siamo tipo nell'ottocento o nel settecento, e ce stanno i fascisti nazzisti che governano e sta famiglia vive in una catapecchia. Giovanna è na cessa ed è pure mezza scioroccata e c'ha un sacco de probblemi e dice "Ao io c'ho un sacco de probblemi, e so na cessa, a me nessuno me se vole trombà...!" E cose di sto tipo, ma er padre, che a me me sembrava pure più sciroccato della figlia, glie dice: "Ma no, che sei una gran fica!" Mha!
Insomma tira che te tirita, alla fina Giovanna scanna de sangue una sua amica che è poi quella coi dentoni che sta a emtivvì, ma che ner firm era la nipote di un fascista nazzista che s'incacchia n'attimino e vuole mandà tutti ar gabbio. A sto punto m'è pijata n'angoscia che non ve potete immagginà, me stavo a sentì male, me se stava rintorcinà tutto lo stomaco, co sta Giovanna cessa che stava chiusa ner manicomio colle suore e i matti, er papà che glie annava appresso, i fascisti nazzisti che ammazzaveno tutti e la madre, che bho... nun me lo ricordo che faceva la madre, però non era na cosa rilassante. Insomma quando è finito me so sentito meglio e me so detto "Malimortacci mia e quando me vado a vedè i firm culturali... Domani me vado a vedè Encok!" E infatti ce so annato... Poi ve racconto!
Voto: due palle (un ber firm per carità... però c'ho ancora lo stmaco rintorcinato... mamma mia che ansia!)
PS ah sì c'era pure Enzo Greggio quello de Striscialanotizia... che tipo ogni volta pensavo che diceva "Levelineeee!" E invece non lo diceva mai... Peccato... Magari un po' di angoscia se ne sarebbe annata!