comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Cielo ci sono delle cose che proprio non riesco ad afferrare.
Cavolo mi manda in bestia!
Ci sono delle cose, che, per quanto io mi sforzi non riesco ad afferrare minimamente.
Lo so che ci vorrebbe comprensione, riflessione, tolleranza, rispetto delle altrui convinzioni, ma determinate cose non le afferro proprio.
E non è che non ci abbia provato eh!
A volte mi metto lì e mi sforzo, con tutto me stesso. Ma nulla. Non le afferro. Non ce la faccio.
Maledetti ripiani alti!
Di quella festa ho già parlato in altri tempi e in altri luoghi, ma non ho detto che alla festa ad un certo punto arrivò un'attrice, un'attrice di arte drammatica. Aveva un nome strano tipo Candida, o Bianca, non ricordo, e lei ci tenne a sottolineare che era un nome d'arte. Esordì parlando della sua bravura nel fare i dolci ed uno dei presenti tentò subito di intortarla fingendosi interessato e chiedendole quale fosse il suo cavallo di battaglia.
Lei stette zitta diversi secondi poi snocciolò alcuni nomi di dolci francesi e tedeschi che nessuno conosceva. Per fortuna quella conversazione si spense all'instante, seguita immediatamente da un'altra sulla conciliazione dei tempi professionali e familiari per un'attrice. Ci raccontò la sua struggente storia d'amore con un ragazzo bello e gentile, ma che, ahimè, non vaceva il produttore, e che quindi lei aveva dovuto lasciare per mettersi alla ricerca del produttore della sua vita.
Per fortuna l'alcol e l'abuso delle noccioline fecero intervenire l'astrofisico logorroico a cavarci d'impaccio che spostò l'argomento sui barbapapà. Ce ne spiegò la genealogia, il nesso semiotico inespresso (mha?) e il messaggio rivoluzionario. Poi sparò la bomba!
"Perchè lo sapete che i Barbapapà nascono dalla terra no? Sono come i tuberi!"
A quelle parole l'attice si sciolse come neve al sole... "Oh Tuberi...!" Sospirò vagheggiante.
S'innamorò del fisico, poi corse in cucina e pianse perchè non era un produttore cinematografico.
E vi giuro che non mi sono inventato manco mezza virgola di questa storia. Ve lo giuro!
Oggi sono stato ad una riunione. Una riunione di quelle cazzute. Mica di quelle che fate voi, normali, dove la gente dice quello che deve dire e fa fare a gli altri quello che dovrebbe fare lei. No. La riunione a cui sono stato oggi era una riunione cazzuta, piena di personaggi cazzuti con maglioncini a collo alto e vistosi occhiali rettangolari di plastica colorata. In questa riunione cazzuta tutti succhiavano le stanghette dei loro occhiali di plastica colorata, colorata con tonalità sgargianti.
In questa riunione cazzuta a cui ho assistito oggi tutti parlavano delle "sêdie". Le sêdie, con una esse sola e la E chiusa chiusa. La ê appunto. "Ci sono abbastanza sêdie?" "Passami una sêdia!" "Magari abbiamo bisogno di qualche sêdia in più!" "Per cortesia vai a prendere un'altra sêdia nella stanza di là?"
E non è che fossero tutti milanesi è che erano proprio cazzuti.
Quelle persone cazzute venivano da tutta Italia e da Roma e da Bari, ed anche quelli di Roma e di Bari, anche loro chiedevano di passargli una sêdia.
Ad un certo punto, giusto per entrare nello spirito della conversazione e per non starmene troppo in disparte, visto che mi ero preso l'acqua apposta per partecipare a questa cazzuta riunione, mi sono alzato e ho detto: "Se volete qui ci sono dellessedie libbere!". Tutti si sono voltati e si sono messi a succhiare le staghette dei loro occhiali sgargianti, pensierosi.
Poi il mio capo, un po' imbarzzato, ha detto. "Si si, ci sono ancora sêdie qui giù!" E tutto è tornato normale.
Che riunione cazzuta quella di oggi.
Questa è un po' vecchia, ma non tanto da risalire a quando facevo il liceo. Perché nel qual caso la avrei scritta sul diario e attribuita a Jim Morrisn per fare il figo con le ragazze. Con scarsi risultati, per altro.
Oggi il diario non l'ho più, ma la voglio lo stesso scrivere qui. Se vi fa piacere potete credere che l'abbia scritta Jim Morrison... o almeno pensata tiè!
Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo.
La domanda era:
"Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".
Gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità;
Gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti;
Gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo;
I cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione;
Il governo italiano sta ancora discutendo su cosa possa significare l'avverbio onestamente.
Ieri sera ero partito con piglio convinto per vedermi finalmente una puntata intera della nuova serie del dottor House.
Eppure, vuoi o non vuoi, saranno stati i bagordi del fine settimana, sarà stato il tepore dei miei termosifoni finalmente accesi, saranno stati il divano Ektorp e la copertina... Insomma mi sono addormentato davanti agli spassosi ed irresistibili filmati di paperissima sprint e mi sono svegliato con Wilson che aveva una scatola in mano e si stava licenziando e diceva al dottor House che loro due non erano più amici, anzi non lo erano mai stati e tutta una serie di altre cattiverie gratuite. Povero Dottor House!
Ho rosicato. Ho spento e sono andato a dormire.
Un riassuntino breve? Please!
Questa foto qui l'ha fatta il mio amico Darrol che oltre ad avere il nome di battesimo più figo del mondo (darrol appunto) è anche un fotografo dilettante che va a Venezia per uicchend romantici e scatta foto banali che poi vende come foto spettacolari ai concorsi fotografici chiedendo ai sui amici e conoscenti di votare le sue foto banali, vendute come spettacolari.
Ora io non chiedo la grazia per me, ma se volete e se non vi fa cacare perchè non votate la foto di darrol?
Eh? Eddai che vi costa!
Si vota qui http://rete.comuni-italiani.it/foto/2008/76146#vote
Grazie tra non molto passa la scimmia col cappello gli spiccioli potete darli a lei!
Dopo anni di assenza torno alla mia vecchia passione: far conoscere le gioie della filosofia a tutto il mondo.
Siamo nel 5° secolo avanti Cristo, anno più anno meno, Eraclito e Parmenide sono stirati da tempo e anche se non si sono mai cacati di striscio i loro allievi se le suonano di santa ragione e si combattono e si fanno gli scherzi sciemi, e si suonano ai citofoni e, quando gli altri rispondono, gli fanno le pernacchie. Il più accanito di tutti è il buon Zenone di Elea discepolo di Parmenide. Zenone era ricco e la sua famiglia non faceva un cazzo da generazioni. Anche Zenone, seguì le orme dei propri padri e quando fu grande anche lui si mise a non fare un cazzo dalla mattina alla sera, ma visto che la mamma gli smarambava un po' allora disse: "Ma', sai che c'è voglio fare il filosofo e seguire le orme di Parmenide!" La mamma non è che fosse molto contenta, perchè i filosofi a quel tempo facevano tutti una brutta fine, ma almeno Zenone sarebbe stato lontano dalle scommesse e dal gioco d'azzardo. Uh quanto si sbagliava quella povera donna! Il piccolo Zenone, infatti, alla scuola di Parmenide prese a fare scommesse scieme con i compagni e diceva: "Scommettiamo che Achille non raggiunge la tartaruga?" E tutti giù a scommettere. Poi si faceva la prova e Achille con due passi raggiungeva la tartaruga e la superava, e Zenone era costretto a pagare. Poi un'altra volta Zenone diceva: "Scommettiamo che un uomo non riesce mai ad arrivare dall'altra parte dello stadio perchè prima deve arrivare alla sua metà e prima anaocra alla metà della metà e così via all'infinito?" E tutti a scommettere poi il tizio arrivava dall'altra parte dello stadio e Zenone pagava, pagava, Zenone pagava sempre. Poi una volta, che era pure un po' ciucco disse: "Scommettiamo che se scocco una freccia in realtà essa non si muove?" E stava già per mettere il suo giovane discepolo Melisso contro una parete e scoccargli addosso una fraccia, ma Melisso fece: " A Zenò, questa me pare popo 'na cazzata!"
"Sì - disse Zenone - me sa che c'hai raggio...!" e i due se ne andarono a casa.