comunicare, nani, ballerine e pornostar
![]()
Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
bethaniel
acrobata
astrusio
Bitelgiuis
Busterblog
conufusioneNELLAzucca
diablera
Everstill
ilariar
In fondo c'è qualcosa
l'antologia di spoon ghiaier
maghetta
Mascia
menzogna
Mollie
nikkio
orso
Pablo
pillow
rambaldi
Robo
Wisdom
>comicscode
>lo spazio bianco
>UBC Fumetto
dim
eriadan
Il mio amico siviglia
Ninna
Ubikindred
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
aneddoti pedagogici
antologia di spoon ghiaier
compagni di ghiaia
di quando mi guadagnavo il pane
diario segreto di giorg dabliu
drama di ghiaia
filmati di ghiaia
filosofia di ghiaia
ghiaia in pezzi
guida der gambero
i favolosi anni ottanta
i misteri di casa ghiaia
le mie memorie alcoliche
le sure di ghiaia
luomo della strada e la tecnolog
mi innamoro spesso
recensioni di ghiaia
spunto per tesi di laurea
versione latino maturità 2007
vocabolario di ghiaia
*loading*
ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Sono assolutamente convinto dell'imprescindibile importanza del ruolo degli anziani nella società. I nonni sono un importantissimo sostegno alle famiglie anche se io i miei nonni non è che me li sono goduti molto.
Su quattro, quando ero piccolo io, due se ne erano già andati e gli altri due erano molto in là con gli anni e già malati, però sono stati molto importanti lo stesso.
Ad esempio di mio nonno ho questo ricordo indelebile: eravamo a pranzo insieme, lui, la mia famiglia e quella di un mio zio coi figli. Mio cugino aveva da poco compiuto gli anni e allora durante il pranzo ci stava illustrando i doni che aveva ricevuto:
"Un maglione, un giocattolo, un libro, una scatola di colori e... Un sapone con una corda..." (era per la doccia N.d.PG)
Mio nonno che fino a quel momento aveva taciuto chiese attenzione e presa la parola disse:
"Nel far west quando ti regalavano una corda con un sapone era segno che ti volevano impiccare!"
Ecco, quando penso a mio nonno io me lo ricordo così.
Quando ancora mi guadagnavo il pane lavorando seriamente, e non come oggi che scrivo minchiate su questo blog e google mi da mille euro per ogni commento che voi lasciate, quando mi guadagnavo il pane veramente insomma, facendo l'infissarolo, il mio collega preferito e Jumanji. Jumanji si chiamava con un nome rumeno che assomigliava abbastanza poco a Jumanji e che io non ricordo, ma il buon Ingegner Melenzana, di cui ho già parlato in altri momenti ed in altri luoghi, lo aveva soprannominato Jumanji per non fare la fatica di imparare un nome rumeno.
Jumanji era molto simpatico e in Romania faceva il veterinario e non l'infissarolo, e mi insegnava un sacco di cose sull'accoppiamento dei cani e dei cavalli e mi educeva sulle misure del pene dei vari vertebrati. Tuttavia nonostante la sua simpatia Jumanji non parlava molto bene l'Italiano ed ogni tanto chiedeva aiuto a noi colleghi chiedendo il significato di qualche parola che non capiva.
Una volta Jumanji sentì alla radio una canzone che faceva così: "Se fai l'amore come cammini..." Gli piacque così tanto che prese a cantarla sempre: in macchina, al lavoro, in officina, a pranzo, sempre! Poi un giorno chiese all'ingegner Melanzana:
"Ignegnè, scusa ma che vuol dì cammini?"
" Cammini?" Fece il Melanzana serio "I cammini so i commignoli, quelli sui tetti che c'esce er fumo!"
"Ah!" fece Jumanji un po' perplesso.
Non ebbi il coraggio di rivelargli la verità ed ancora oggi mi dolgo quando penso al povero Jumanji che canta "Se fai l'amore come cammini..." e si immagina la sua donna travestita da comignolo...
Ci sono sveglie e sveglie. Per carità non voglio certo dire che le sveglie siano tutte uguali. Lungi da me questa possibilità. Ad esempio stamattina mi sono svegliato alle cinque perché ho sentito suonare il campanello di casa. Inutile dire che mi sono cacato un po' sotto. Primo perché era già successo qualche tempo fa, secondo perché stavo a dormì e mi sono svegliato di soprassalto agitato, presagendo il peggio.
Mi sono alzato infreddolito e ho guardato dallo spioncino della porta. Niente, non c'era nessuno!
Mi sono rimesso a dormire e, nel dormiveglia, riecco il campanello. Cavolo!
Ho cercato qualche cosa di duro e pesante, tipo le mazze da baseball che i padri di famiglia dei film americani tirano fuori in questi momenti per difendere la loro proprietà e i loro affetti, ma a casa mia le mazze da baseball non è che abbondino.
Allora ho preso la scopa, come faceva la mia mamma quando mi voleva dare una lezione, in quel periodo dell'adolescenza in cui ero troppo grande per soffrire dei suoi scullaccioni, ma ancora abbastanza piccolo da poter essere malmenato con una scopa.
Insomma prendo sta scopa e guardo dallo spioncino. Niente, non c'è proprio nessuno.
Mi preoccupo davvero. E mi metto a letto di nuovo con gli occhi sbarrati e la scopa accanto...
Poi scopro la verità.
E la scopro nel coinquilino pugliese.
Quel campanello che mi destava, destandomi preoccupazione, altro non era che il suo terribile squillante russare.
E c'aveva pure la porta chiusa...
Si insomma le sveglie non sono tutte uguali, ci sono sveglie e sveglie... Questo volevo dire.
Andrea Ianna fu il mio migliore amico per un paio di anni. Dalla quinta alla seconda media. Stavamo sempre insieme. A scuola insieme, tutti i pomeriggi insieme, tutte le sere insieme. A Ianna i ragazzacci più grandi lo chiamavano anche Telefunken, perché aveva una capoccia catodica, lui si arrabbiava e loro lo picchiavano, e io guardavo attento il tutto, studiando le dinamiche sociali.
In seconda media, tornato dalle vacanze esitve, narrando le mie gesta eroiche raccontai a Ianna che avevo inziato a fumare e che, insieme ad altri amici, ci eravamo fumati un pacchetto intero di marlboro. "Si si - fece serio Ianna - anche io ho iniziato a fumare, con Carletto, ci siamo comprati due pacchetti di camel" (lui doveva sempre superarmi).
Stemmo in silenzio per qualche secondo poi io gli chiesi: "Davvero?" e lui "No!" "Manco io!" feci sincero.
Allora andammo dal tabaccaio e cominciammo a fumare.
Nella vita occorre essere risoluti cribbio!
N.B. come dice ottimamente la saggia Kai: un'amicizia in fumo....
BELLISSIMO COMMENTO! BELLISSIMO, CAVOLO! DAVVERO BELLISSIMO!