comunicare, nani, ballerine e pornostar
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Anche se defraudato della propria essenza il Progetto resta, e la Ghiaia continua ad ammassarsi, producendo quel suono acciottolante che tanto piace.

Nome: Caccatus dei naturoni - Il Caccatus è simbolo olistico racchiudente la totalità delle fasi frudiane dello sviluppo della personalità umana
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ma non dite che non vi avevamo avvertiti
Ebbi una vita perfetta, ideale, gioconda
Lavoro, carrierra, benessere, ricchezza
e poi figli, famiglia, discendenza ed amore
in quest'ordine li cercai
in quest'ordine li ricevetti
Ed eccomi lì
passati ottantanni,
della mia gioventù nulla rimane.
Gli asini sostituiti dai jet.
Il calamaio dalle tastiere
Ed eccomi lì,
a morire come tutti desiderano,
al caldo nel mio letto
una vita vissuta in pieno,
circondato dall'affetto dei cari
Dopo mesi che mi cagavo e pisciavo addosso
Con la filippina che mi pulisce il culo
Circondato dall'affetto dei cari che mi sono intorno
e che in quel momento, mortacci loro, mi sopravvivono.
Eccomi lì una morte perfetta,
che tutti desiderano
che auguro a tutti...
Mi chiamavo Marta Milani,
ma il mio nome non era Marta ed il mio cognome non era Milani.
Mi chiamavo così perchè altri avevano scelto quel nome,
perchè migliore del mio
più bello, armonioso, facile al ricordo, migliore del mio!
Ero laureata in filosofia,
e per 5 euro l'ora vendevo corsi di inglese,
importunavo la gente,
motivata da una laureata in filosofia
ossessiata dall'obiettivo delle 3000 chiamate giornaliere.
Ci definiva la sua squadra e ci supportava,
Noi, dodici Marta Milani identiche in nulla se non in quel nome,
venendoci alle spalle e comunicandoci con carica
lo stato di avvicinamento al traguardo.
Ma la odiavamo e lei lo sapeva.
Lei era il massimo delle nostre aspettative
Un avvilente, deprimente, massimo delle nostre aspettative
la odiavamo e lei lo sapeva.
Quando quell'auto sbandò alla fermata
c'eravamo solo io e lei
"Marta! Attenta!" mi gridò spaventata...
"Mavaffancu..." fu tutto ciò che le mie labbra pronunciarono
ed è tutto ciò che ancora oggi le ripeterei... "Mavaffancu..!"
Inizio oggi, con incredibile irriverenza, tracontanza ed immotivata boria, un ambizioso progetto: l'Antologia di Spoon Ghiaier.
L'alberi pizzuti
Dove sono Piero, Franco, Onofro, Gianni e il Polpetta
Il precario, il raccomandato, il pensionato, il ricco e il finanziere?
Tutti, tutti, riposano sotto l'alberi pizzuti.
Uno si spense manco quarantenne,
Uno ebbe funerali di stato,
Uno si strozzò con una lisca,
Uno non lo salvarono i dottori,
Uno fu maldestro con la propria arma,
Tutti, dormono, dormono, dormono sotto l'alberi pizzuti.
Dove sono Maria, Iolanda, Monica, Azizza e Rebecca,
La soubrette, la donna in carriera, la mamma, la zingara, l'impiegata delle poste,
Tutte, tutte dormono, sotto l'alberi pizzuti.
Una morì per dimenticanza,
Una per volontà,
Una perì contenta,
Una incazzata nera,
Una avrebbe preferito non morire,
ma tutte, tutte dormono, dormono, dormono, sotto l'alberi pizzuti.
E dov'è quel bel ragazzo
che la vita aveva sempre aiutato nonostante fosse un inetto totale
Progetto Ghaia si era scelto come nome
e buttava il suo tempo cianciando e non pensando a nulla
se non al denaro, all'amore e la cielo?
Eccolo lì, che ciancia e si fa vanto di meriti non suoi.
Eccolo lì che aspira ad una gloria immotivata.
Eccolo lì sotto l'alberi pizzuti!